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Cronaca

KATERINA MATHAS/ Resta in carcere la madre cocainomane che avrebbe ucciso e seviziato il piccolo Alessandro

Si allontana sempre di più, con ogni probabilità, l’ipotesi di scarcerazione richiesta dagli avvocati difensori di Katerina Mathas, la ragazza 26enne di accusata dell’omicidio del piccolo Alessandro insieme al suo compagno, Giovanni Antonio Rasero

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Si allontana sempre di più, con ogni probabilità, l’ipotesi di scarcerazione richiesta dagli avvocati difensori di Katerina Mathas, la ragazza 26enne di accusata dell’omicidio del piccolo Alessandro insieme al suo compagno, Giovanni Antonio Rasero, di 29 anni. La ragazza è detenuta nel carcere di Pontedecimo mentre Rasero in quello di Marassi. Secondo gli avvocati, non esisterebbe l’ipotesi di reiterazione del reato. Tuttavia, secondo i giudici, Katerina Mathas, in cella con Elisabete Petersone - la ragazza lettone accusata di aver ucciso il piccolo Gabriel di 17 mesi, anche lei in concorso col fidanzato, Paolo Arrigo – sarebbe pericolosa e in grado di nuocere nuovamente a qualcuno. Secondo il Gip Katerina Mathas e Antonio Rasero sarebbero incapaci di frenare le proprie pulsioni. Intanto i due negano di aver compiuto il delitto e si accusano a vicenda.

Katerina Mathas si sarebbe resa colpevole dell’assassinio del figlioletto Alessandro di 8 mesi, in un appartamento di Genova. La follia omicida si sarebbe consumata in un crescendo di violenze e sevizie nei confronti del piccolo, reo di non smettere di piangere per la fame. Secondo il giudice sarebbe verosimile che Katerina Mathas e Antonio Rasero «a causa del consumo di cocaina e hashish (…) si siano trovati in una condizione di stordimento e di perdita delle capacità di autocontrollo che li rendeva insofferenti al pianto e alle richieste del bambino e interessati solo a ottenere il suo silenzio. E’ da rilevare al riguardo che Alessandro non risulta aver mangiato dal pomeriggio del 15 marzo e perciò è estremamente verosimile che la mancanza di cibo lo rendesse incline al pianto».

Per far smettere di piangere il piccolo Alessandro Katerina Mathas e Antonio Rasero lo avrebbero ripetutamente picchiato, oltre ad aver spento più volte sul suo corpicino cicche di sigaretta e ad averlo sbattuto forte contro il muro. L’efferatezza di Katerina Mathas e Antonio Rasero emerge dai riscontri dell’autopsia, che parlano di «ampie aree ecchimotiche di color viola scuro al capo e al volto, estese alla quasi totalità del cuoio capelluto» di lividi e ustioni «a stampo superficiale e recente da sigaretta» fino ai segni di morsi su un piedino, ovvero di «lesività ecchimotiche a stampo di morsicatura compatibile con uno o più morsi».


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