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PAPA/ Il New York Times: Ratzinger e Bertone insabbiarono il caso Murphy. La replica del Vaticano: i media forzano i fatti in maniera strumentale

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– Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, in una lettera inviata al New York Times, ha replicato alle accuse. Padre Federico Lombardi ha precisato che la Congregazione per la Dottrina della Fede venne a conoscenza dei fatti solo vent’anni dopo che questi avvennero. A proposito della segretezza mantenuta sul caso, Lombardi ha spiegato che «contrariamente ad alcune affermazioni circolate sulla stampa, né il Crimen Sollicitationis, (il documento che disciplina i processi dei sacerdoti accusati di abusi, n.d.r.) né il Codice di diritto canonico hanno mai proibito di riferire i casi di abusi su minori alle autorità giudiziarie». 

 

 La mancata riduzione allo stato laicale, invece, dipende dal fatto che «il Codice di diritto canonico non prevede pene automatiche», ha chiarito padre Federico Lombardi, mentre «alla luce del fatto che p. Murphy era anziano e in cattiva salute, che viveva in isolamento e che non c'erano state accuse contro di lui negli ultimi vent'anni, la Congregazione per la dottrina della fede suggerì che l'arcivescovo di Milwaukee prendesse in considerazione di risolvere la situazione limitando, ad esempio, il ministero pubblico di p. Murphy e chiedendo a p.Murphy di riconoscere la piena responsabilità per la gravità dei suoi atti».

 

 

 

 

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