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Cronaca

DELITTO DI VIA POMA/ Morto suicida Pietro Vanacore. Ecco le tappe dell’inchiesta sulla morte di Simonetta Cesaroni

Vanacore_PietroR375.jpg(Foto)

 

Il 3 aprile 1992 una svolta, con l’avviso di garanzia a Federico Valle, nipote dell'architetto Cesare Valle, che abita nel palazzo di via Poma e che la notte del delitto ha ospitato Vanacore. Valle è coinvolto dalle dichiarazioni dell'austriaco Roland Voller. Ma è un buco nell’acqua, perché il 16 giugno 1993 il gip Antonio Cappiello proscioglie Valle per non aver commesso il fatto e Vanacore perché il fatto non sussiste. Decisione confermata il 30 gennaio 1995 dalla Cassazione.

Passano oltre dieci anni ed ecco un “colpo di scena”: il 12 gennaio 2007 la trasmissione Matrix rivela che dalle analisi del Ris di Parma sarebbe emerso che il dna trovato sugli indumenti di Simonetta è dell'ex fidanzato Raniero Busco. Simonetta inoltre non sarebbe morta alle 18, ma alle 16. Il pm Cavallone decide di querelare Enrico Mentana per tali rivelazioni.

In ogni caso il 6 settembre 2007 Busco viene iscritto dalla procura di Roma sul registro degli indagati per omicidio volontario e il 28 maggio 2009 la procura stessa chiede il suo rinvio a giudizio per un processo che prende il via il 3 febbraio di quest’anno.

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