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CASO MURPHY/ Parla William Levada, il successore di Ratzinger alla Dottrina della Fede

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-Levada, citando date e documenti, assemblati negli articoli del New York Times alla rinfusa, a prescindere dal prima e dal poi, sottolinea, tra gli altri, un aspetto:«Scusatemi», fa presente Levada, «perfino l'articolo della Goodstein, basato su "dossier rinvenuti di recente", pone le parole relative alla volontà di difendere la Chiesa dallo scandalo sulle labbra dell'Arcivescovo Weakland, non del Papa». Ecco la fonte che rivela la volontà di Ratzinger di insabbiare. L’ex arcivescovo Rembert Weakland. Si tratta dell’uomo che nel 2002 fu costretto a dimettersi in seguito alle pubbliche accuse di violenza sessuale, da lui perpetrate ai danni di un suo ex studente di teologia. Al di là di questa vicenda, Weakland ammise la sua omosessualità, confessando di aver iniziato a praticarla solo da vescovo. «E' proprio questo tipo di fusione anacronistica che penso giustifichi le mie accuse sul fatto che il Times, affrettandosi ad emettere un verdetto di colpevolezza, manca di giustizia nei confronti di Papa Benedetto XVI» conclude Levada.

 

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