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CASO MURPHY/ Parla William Levada, il successore di Ratzinger alla Dottrina della Fede

Caso Murphy. Anche il successore di Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ex arcivescovo di San Francisco William J. Levada, si è espresso.  

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PARLA IL SUCCESSORE DI RATZINGER - Caso Murphy. Anche il successore di Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ex arcivescovo di San Francisco William J. Levada, si è espresso. Precisando tutti i termini della questione. Attraverso un’analisi dettagliata e scrupolosa dei fatti – inseriti nel giusto contesto e nel corretto ordine cronologico – Levada smaschera le scorrettezze, le imprecisioni e la volontà di strumentalizzare la vicenda del New York Times.

 

PAPA/ Parla p. Brundage. All’epoca dei fatti era il presidente del collegio che giudicò Murphy


LE AUTORITA’ CIVILI SAPEVANO DI MURPHY - Riferendosi agli articoli nel New Yor Times “Avvertito degli abusi, il Vaticano non ha sospeso un sacerdote” (il dossier di Laurie Goodstein sugli abusi sessuali coperti dal Vaticano) e l’editoriale di contorno "Il Papa e lo scandalo della pedofilia", mons. William Levada rimarca alcuni passaggi ignorati dal quotidiano e dalla “letteratura” successiva. Come quello in cui Laurie Goodstein, dopo aver ribadito più volte che il Vaticano non volle denunciare i reati commessi alle autorità civili, scrive che Murphy ottenne «un 'lasciapassare dalla polizia e dai procuratori». Non è un elemento di poco conto. «In base al suo racconto, sembra chiaro che le autorità penali erano state informate, molto probabilmente dalle vittime e dalle loro famiglie», fa presente il cardinal Levada.

 

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