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PAPA/ Parla p. Brundage. All’epoca dei fatti era il presidente del collegio che giudicò Murphy

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LE PRESUNTE PRESSIONI DA ROMA – Non ci sarebbero state pressioni da Roma per chiudere il caso Murphy anzitempo. «Semmai il contrario» - dice padre Brundage. «Roma – spiega - ha rinunciato alla prescrizione in questo caso». Nessuno avrebbe chiesto a padre padre Brundage di chiudere il caso, né «di fare qualsiasi altra cosa che non quella di procedere verso la sua conclusione. Sfortunatamente, la morte di padre Murphy ha concluso il caso».


IL NEW YORK TIMES CITA DOCUMENTI FALSI - Scottanti le rivelazioni circa il reperimento delle fonti da parte del New York Times. «Nella versione online del New York Times – racconta padre Brundage - si sono sentiti liberi di citarmi in un documento preso da Internet, che io alla fine ho trovato». Peccato che il documento non fosse stato scritto da padre Brundage: «Ho guardato attentamente il documento e le citazioni, che presumibilmente dovevano essere mie: la grafia era bellissima, la mia invece è orribile». Il fatto che i giornalisti del New York Times non avessero tentato di contattarlo insospettisce padre Brundage «Sono anche ben consci – dice -, avendo il file del caso in mano, del mio ruolo nel caso stesso, ed è stato incredibile per me, dato il ruolo che avevo, che nessuno abbia nemmeno tentato di contattarmi».


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