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PAPA/ Contro gli scandali Benedetto prepara la "rivoluzione" dei maestri e dei santi

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Com’è potuta accadere, infatti, una tragedia così immane? Quelli che gli inglesi e gli americani chiamano the Sixties («gli anni ’60») e noi, concentrandoci sull’anno emblematico, «il Sessantotto» appaiono sempre di più come gli anni o il tempo di un profondo sconvolgimento dei costumi, con effetti cruciali e duraturi sulla religione. C’è stato del resto un Sessantotto nella società e anche un Sessantotto nella Chiesa: proprio il 1968 è l’anno del dissenso pubblico contro l’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI.

 

Con molto acume un pensatore cattolico brasiliano, Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), parlò a suo tempo di una “IV Rivoluzione” - successiva alla Riforma, alla Rivoluzione francese e a quella sovietica - più radicale delle precedenti perché capace di sconvolgere non solo il corpo sociale, ma il corpo umano. Nella Chiesa Cattolica della portata di questa rivoluzione non ci fu subito sufficiente consapevolezza. Anzi, essa contagiò - spiega nella sua lettera Benedetto XVI - «anche sacerdoti e religiosi», determinò «fraintendimenti» nell’interpretazione del Concilio, causò «insufficiente formazione, umana, morale e spirituale nei seminari e nei noviziati». In questo clima certamente non tutti i sacerdoti insufficientemente formati o contagiati dal clima successivo agli anni ’60, e nemmeno una loro percentuale significativa, divennero pedofili. E tuttavia questo numero non è uguale - come tutti vorremmo - a zero, e giustifica le severissime parole del papa.

 

Lo studio della “IV Rivoluzione” degli anni ’60, e del 1968, è cruciale per capire quanto è successo dopo, pedofilia compresa. E per trovare rimedi reali, che la Chiesa ha cominciato a porre in essere. Se questa rivoluzione, a differenza delle precedenti, è morale e spirituale e tocca l’interiorità dell’uomo, solo dalla restaurazione della moralità, della vita spirituale e di una verità integrale sulla persona umana potranno ultimamente venire i rimedi. Ma per questo i sociologi, come sempre, non bastano: occorrono i padri e i maestri, gli educatori e i santi.

 

 

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COMMENTI
12/04/2010 - Benedetto non è solo! (claudia mazzola)

Nella mia parrocchia di Cappuccini esistono umili maestri. Ogni volta che ci vado resto a bocca aperta nel guardarli comunicare il Vangelo e nell'insegnarci il bene, parlano sempre del Papa con amore. Non è una rivoluzione di eroi, è santità!