BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

VULCANI/ Pericolo Islanda anche in Italia? Il Cnr dice che...

L'eruzione del vulcano islandese. Intervista con il geologo Gianpaolo Cavinato dell'Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del CNR

VulcanoIslandese_R375.JPG(Foto)

Continua l’emergenza provocata dall’eruzione del vulcano Fimmvorduhals, sul ghiacciaio islandese Eyjafjallajokul. La nube sprigionata, una colonna di oltre undici chilometri,si sta muovendo verso sud est tanto che gli aeroporti svedesi hanno parzialmente riaperto il traffico, ma la maggior parte dei voli che riguardano i paesi del nord Europa continuano a essere fermi almeno fino a sabato. L’organismo europeo per la sicurezza aerea, Eurocontrol, pensa di cancellare nelle prossime ore 17mila voli su 28mila. Ieri i voli cancellati erano stati 8mila. Abbiamo chiesto al dottor Gianpaolo Cavinato dell’IGAG (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del CNR) di spiegarci in cosa consiste la particolarità di questa eruzione che sta creando tanti disagi e quali parallelismi possano esistere, se ne esistono, con un vulcano come l’Etna.

Dottor Cavinato, non è la prima volta che si verifica una situazione del genere, anche se non di questa portata.

No, non è la prima volta. Il problema principale che ha creato questa situazione di emergenza è, visto il periodo dell’anno, la grossa presenza di ghiacci e di neve che ancora ricoprono l’Islanda. La zona che interessa l’Islanda è una serie di isole fatte quasi esclusivamente di vulcani, lungo una spaccatura che noi geologi chiamiamo dorsale medio atlantica. Si tratta di una grande frattura che taglia in mezzo l’oceano Atlantico dove ci sono isole vulcaniche come appunto l’Islanda.

Questo tipo di situazioni sono prevedibili?

Sì, sono prevedibili, anche se non nelle loro forme complete. Noi riusciamo a stabilire se un vulcano sta per eruttare grazie a una serie di manifestazioni che si rendono visibili. Ad esempio l’aumento di attività sismica. Noi possiamo registrare segni precursori, l’aumento di sismicità che tende a portare il magma verso l’esterno e quindi provocare i terremoti. Attraverso le fratture che tagliano la superficie terrestre ogni tanto ci sono manifestazioni gassose e con gli strumenti a disposizione noi possiamo registrare questi eventi che ci danno la certezza che si sta verificando una esplosione vulcanica, che del magma contenuto all’interno del vulcano sta cercando di fuoriuscire. Il problema è però un altro: ancora non siamo in grado di determinare quanto potrà durare una esplosione vulcanica.

 

 

 

CLICCA SUL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE L'INTERVISTA E LA FOTOGALLERY DEGLI UTENTI DI YAHOO! FLICKR CON LE SPETTACOLARI IMMAGINI DELL'ERUZIONE