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NUBE VULCANICA/ Bufala o no? L'esperto dell'aeronautica dice che...

Pubblicazione:lunedì 19 aprile 2010

Nube_Cenere_SatelliteR375.jpg (Foto)

La chiusura degli spazi aerei mi sembra una misura giustificata. Infatti, non abbiamo strumenti per poter dire quale sia la densità della nube. E anche se dovessimo riuscirci, sarebbe comunque difficile capire quali sono gli effettivi pericoli per gli aeromobili. L’espansione della nube è visibile solo via satellite e, conoscendo le correnti in quota, si può anche prevederne l’ulteriore diffusione. Chiaramente man mano che ci si allontana dal cono di emissione la densità diminuisce. Questo però non vuol dire che i rischi siano nulli.

 

Di vulcani però ce ne sono molti in Europa, ma mai c’è stata una situazione di questo tipo. Come mai? E quali sono i rischi per gli aerei?

 

È la prima volta che c’è un fenomeno di questo tipo con questa espansione. In Italia siamo abituati ad avere a che fare con l’Etna o con lo Stromboli, che però hanno coni vulcanici più piccoli. La pericolosità in questi casi è nota ed è reale. C’è stato infatti un incidente nella fascia equatoriale in Indonesia, dove ci sono molti vulcani attivi. Le particelle presenti nella cenere, formate da silicio, esplodono e si incendiano a 1.100 gradi. Se entrano nei motori, che hanno temperature superiori, rischiano di far prendere fuoco al motore stesso, oppure possono corrodere parte della carlinga.

 

Non è possibile rilevare la presenza di queste particelle o misurare la densità della nube con dei palloni sonda?

 

Che io sappia non esistono palloni sonda per questo tipo di rilevazione. Tipicamente si rilevano temperatura, umidità, pressione, vento, ma non la presenza di cenere, soprattutto in alta atmosfera.

 

Non sarebbe possibile allora volare sopra o sotto la nube?

 

La nube parte dal suolo e arriva fino a 10.000-11.000 metri. Certamente potrebbe non avere una diffusione omogenea, ma non lo si può sapere a priori, anche perché questa nube non si vede a occhio nudo. Il pilota non può vederla come vede una nube temporalesca, non può quindi riconoscerla ed evitarla.

 

Qual è la situazione in Italia?

 

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COMMENTI
26/04/2010 - Eruzione del Protocollo di Kyoto (Antonio Servadio)

Questo vulcanetto, uno tra i tantissimi di cui è cosparso il nostro globo, ha vomitato in atmosfera una marea di polveri e di anidride carbonica (CO2). Povero protocollo di Kyoto, lavoro di formiche di fronte ai giganti delle emissioni (naturali).

 
26/04/2010 - La nube e il principio precauzionale (Alberto Nannoni)

Due eventi - l'influenza H1N1 che ha allarmato il mondo intero causando grandi spese pubbliche in vaccini rimasti in gran parte inutilizzati, e la recente eruzione vulcanica islandese che ha causato il blocco totale dei voli in Europa con conseguenti forti perdite economiche delle compagnie aeree - inducono a riflettere sul "principio precauzionale" che sta acquisendo prevalenza sempre maggiore in ogni campo. Il punto di rischio “zero” non esiste, per cui dovrà essere trovato un punto di ragionevolezza a cui fermarsi, altrimenti lo stesso diviene un utile principio mediante il quale è possibile costruire opportunità di lucro a scapito della collettività con la colpevole acquiescenza dei governi e della classe dirigente che, rinunciando all'assunzione di responsabilità per viltà e ipocrisia, ne accollano le spese alle comunità. Fioriscono in ogni campo iniziative il cui solo fine è quello di aumentare la sicurezza del cittadino, che vedo divenire sempre più oggetto passivo da tutelare, come incapace di intendere e volere, anziché soggetto capace e titolare di libero arbitrio. Non pensa che dovremmo ritornare ad esigere che ognuno si faccia carico delle proprie responsabilità, dal più alto dirigente al più umile cittadino? Alberto Nannoni, Piombino