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Cronaca

NUBE VULCANICA/ Bufala o no? L'esperto dell'aeronautica dice che...

Nube_Cenere_SatelliteR375.jpg(Foto)

Ogni sei ore il Met Office diffonde delle mappe aggiornate del Volcanic Ash Advisory Centre di Londra sulla situazione  () La nube è arrivata in Italia sabato e ha coperto tutte le regioni settentrionali arrivando fino alla Toscana. Su Roma non è ancora giunta. Naturalmente gli abitanti non si accorgono della sua presenza perché come dicevo prima non è visibile a occhio nudo. L’unico effetto rilevabile si potrebbe avere al tramonto, con una banda di rosso più intensa oppure con la visione di aloni particolari intorno alla Luna.

 

Quanto potrà andare avanti questa situazione? La popolazione corre rischi?

 

Il vulcano sta ancora emettendo cenere. Il fenomeno non potrà andare avanti per molto, ma solo allora si comincerà a diradare la nube con la dispersione delle particelle più pericolose. Cadranno al suolo, senza però effetti nocivi per la popolazione. I rischi si hanno solo in Islanda nei pressi del vulcano a causa dell’emissione di gas.

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COMMENTI
26/04/2010 - Eruzione del Protocollo di Kyoto (Antonio Servadio)

Questo vulcanetto, uno tra i tantissimi di cui è cosparso il nostro globo, ha vomitato in atmosfera una marea di polveri e di anidride carbonica (CO2). Povero protocollo di Kyoto, lavoro di formiche di fronte ai giganti delle emissioni (naturali).

 
26/04/2010 - La nube e il principio precauzionale (Alberto Nannoni)

Due eventi - l'influenza H1N1 che ha allarmato il mondo intero causando grandi spese pubbliche in vaccini rimasti in gran parte inutilizzati, e la recente eruzione vulcanica islandese che ha causato il blocco totale dei voli in Europa con conseguenti forti perdite economiche delle compagnie aeree - inducono a riflettere sul "principio precauzionale" che sta acquisendo prevalenza sempre maggiore in ogni campo. Il punto di rischio “zero” non esiste, per cui dovrà essere trovato un punto di ragionevolezza a cui fermarsi, altrimenti lo stesso diviene un utile principio mediante il quale è possibile costruire opportunità di lucro a scapito della collettività con la colpevole acquiescenza dei governi e della classe dirigente che, rinunciando all'assunzione di responsabilità per viltà e ipocrisia, ne accollano le spese alle comunità. Fioriscono in ogni campo iniziative il cui solo fine è quello di aumentare la sicurezza del cittadino, che vedo divenire sempre più oggetto passivo da tutelare, come incapace di intendere e volere, anziché soggetto capace e titolare di libero arbitrio. Non pensa che dovremmo ritornare ad esigere che ognuno si faccia carico delle proprie responsabilità, dal più alto dirigente al più umile cittadino? Alberto Nannoni, Piombino