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IDEOLOGIA/ Quel giustizialismo cinico che non potrà mai far ripartire la persona

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Il desiderio di giustizia che avevo da giovane era un rimasuglio delle radici cristiane, ma non lo sapevo. Si trattava del valore della persona umana, tale che ogni persona vale più di tutto l’Universo. Il comunismo aveva ridotto la persona al diritto all’eguaglianza. Ora il mio desiderio di giustizia è educato, è il riflesso del sentirmi amato, cosa che ho verificato nel rapporto con Cristo che mi accade ora. Giustizia per il valore della persona umana, ecco la grandezza dell’opera di Cristo.

 

Eppure oggi, senza il comunismo, nella opinione più diffusa, giustizia è un giudizio sulla persona. Ma ogni denuncia sul comportamento non genera cambiamento. Rimane senza valore la persona umana, per cui rimane, anzi diventa più cinica, l’idea che la singola persona può essere condannata buttando via la chiave del carcere. Intanto non resta che dire che non c’è giustizia. Io, nell’essere cristiano, sono colpito dalla esclusione dell’amore nella valutazione della giustizia.

 

Ecco perché dobbiamo educare il nostro desiderio. Davanti al desiderio di giustizia Cristo è all’inizio del desiderio ed è la speranza nella risposta adeguata.

 

Che è l’uomo? Perché te ne curi? Questa domanda rivolta al Signore è piena di stupore, siamo amati, e guardo ogni uomo dentro questo amore.

 

La Chiesa ha mantenuto le radici cristiane dell’Europa ed ora le rigenera.

 

Il mio desiderio di giustizia appartiene alla grande novità del nostro tempo. Venite uomini, l’amore di Dio vi prende come siete, vi abbraccia compreso il peccato, possiamo ritornare assieme a costruire il buon vivere senza dover dipendere dalle leggi e dallo Stato, sarà il buon vivere che si rifletterà anche in migliori leggi e in migliore Stato.

 

L’articolo su Repubblica di Carron ci ha detto questo. Lo ringrazio



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
22/04/2010 - Zaccheo (Giacomo Zeni)

Giusto ieri sera durante un incontro il nostro parroco ha spiegato il racconto di Zaccheo. Ricco e imbroglione Gesù lo chiama e gli dice che deve andare a casa sua. La folla iniziò a mormorare. Come mai va a casa di un pubblicano? Ecco noi siamo la folla, che si aspettava una maledizione su Zaccheo (il nostro usuale giustizialismo cinico), mentre in realtà viene perdonato. Ottimo articolo, se fossimo in grado di mettere sempre l'uomo davanti alle nostre azioni. Grazie.