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Cronaca

PAPA/ Così Benedetto difende la Chiesa da quei cattivi maestri che la odiano

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Oltre alla liturgia, il Romanticismo è anche la chiave per difendere la cultura laica da se stessa. Rifiutando sia la ragione assoluta e strumentale che la fede cieca ed emotiva, la tradizione romantica mette alle corde la convergenza contemporanea tra un progresso tecnologico senz’anima e una cultura impoverita dominata da sessualità e violenza. Cosa ancora più importante, essa si oppone alla collusione complice di una sconfinata liberalizzazione economica e sociale che ha prodotto la morale sessuale del “laissez-faire”, con l’ossessione del libero arbitrio individuale a scapito di parametri obiettivi (pur contestati) di verità, bellezza e rettitudine, una preoccupazione condivisa dall’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams nel suo autorevole libro “Le icone perdute”.

Rimangono aperte numerose domande su come sia possibile tradurre la visione di Benedetto XVI in una radicale revisione della Curia e delle relazioni tra Roma e i vescovi cattolici. Ma ben lungi da essere nostalgico o reazionario, il Papa di oggi è un ostinato romantico che sta realizzando un Rinascimento intellettuale e culturale del cattolicesimo.

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