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Cronaca

TRAGEDIA DI GELA / Ritrovato anche il secondo cadavere dei due bambini fatti annegare dalla madre

Vanessa Lo Porto sul profilo di FacebookVanessa Lo Porto sul profilo di Facebook

 

Vanessa Lo Porto, arrestata con l'accusa di duplice omicidio aggravato, è stata ricoverata in stato di choc, piantonata dai carabinieri, nell'ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori la donna prima ha affogato i suoi figli in mare, poi è riuscita faticosamente a ritornare a nuoto sulla terra ferma. Saranno adesso le indagini ad accertare se la giovane abbia desistito dall'uccidersi all'ultimo momento per istinto di sopravvivenza o se invece avesse deciso di annegare i figli senza alcuna intenzione di farla finita. Dubbi che non sono stati ancora dissipati.
La donna viveva nel quartiere Cantina sociale: un agglomerato urbano sorto senza alcun piano regolatore dopo l'apertura del petrolchimico dell'Eni, costruito negli anni cinquanta su iniziativa di Enrico Mattei. Una zona abitata prevalentemente da lavoratori della zona industriale. Operai come i genitori di Vanessa Lo Porto, che “hanno sempre aiutato la figlia ad andare avanti”, raccontano i vicini. La giovane, capelli scuri e occhi chiari, una settimana fa, il 16 aprile, aveva scritto una frase nel suo profilo del social network Facebook: “Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore di andare avanti. Non si può scegliere come sentirsi, ma si può fare sempre qualcosa per cercare di stare meglio possibile”.
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