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IL CASO/ Sbai: l'"imam" vuole picchiare le donne, ma questo non è il vero Islam

Il presidente del Consiglio centrale islamico, Nicolas Blancho, ha dichiarato in diretta alla tv svizzera che "picchiare una donna fa parte dei diritti dell'uomo" suscitando furiose polemiche. La risposta di SOUAD SBAI

IslamSvizzera_R375.jpg (Foto)

Questo è l’Islam che non vogliamo! Quell’Islam retrogrado, violento, minaccioso, guerrafondaio, aggressivo, sprezzante dei più elementari diritti umani. Non trovo altro modo per definire e condannare fermamente le dichiarazioni inammissibili del presidente del Consiglio centrale islamico elvetico, Nicolas Blancho, che ha osato dichiarare alla stampa, senza vergogna alcuna, che “picchiare una donna fa parte dei diritti dell’uomo”.

Quanto dichiarato da Blancho non dovrebbe solo scandalizzare, ma dovrebbe richiedere le sue immediate dimissioni per affermazioni contrarie a tutte le fonti del diritto internazionale nonché alla luce della CEDAW - Convenzione delle Nazioni Unite contro ogni forma di discriminazione sulle donne - che la Svizzera ha peraltro ratificato lo scorso 2007.

Nell’ultimo rapporto presentato dalla delegazione svizzera all’ONU sull’abbattimento delle discriminazioni contro le donne, il Comitato delle Nazioni Unite ha sottolineato l'importanza che la Svizzera - dove hanno sede molte istituzioni internazionali per la difesa dei diritti umani - costituisca un modello nell'affermazione dei diritti della donna.

Hanno fatto bene Oskar Freysinger e Gerhard Pfister, politici elvetici presenti in sala, a pretendere scuse pubbliche, ma questo non può essere sufficiente. La violenza, l’incitamento all’odio contro la persona, e in particolare contro le donne, mortifica secoli di battaglie attuate per la conquista dei diritti civili ed inalienabili, attenta al principio di parità e di pari opportunità, e tenta di piegare la religione ai propri bassi e sporchi scopi.


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COMMENTI
02/05/2010 - lo stupore non serve proprio (Antonio Servadio)

Per favore non stupiamoci per come l'opinione pubblica svizzera -nei mesi scorsi- ha fermamente rigettato la prospettiva di costruire altre moschee. La popolazione di quel paese non si vergogna affatto di difendere le proprie tradizioni di costume e di civiltà, belle o brutte che esse siano. Ognuno è padrone a casa propria. In Italia invece ci si deve vergognare un pò di tutto ciò in cui non vi è motivo di vergogna, perfino del Crocifisso (quello che tiene sù i muri), di dirsi cattolici, etc. Qui si pensa che essere ospitali significhi mortificare sè stessi. Ora, sappiamo bene che tra i seguaci di Maometto molti NON hanno le stesse idee del Sig. Blancho. Il problema è che non esiste un'organizzazione unitaria del variegato mondo maomettano, non vi è nulla di simile ad un papato. Varie interpretazioni dei contenuti del Corano, culture regionali, usi e costumi antichi sono variamente miscelati tra loro. Ne deriva una ampia varietà di "posizioni". Pertanto, potendosi praticare un "dialogo" soltanto frammentario e scoordinato, non resta che sottoscrivere il pensiero del lettore Griziotti Basevi, forse crudo ma pragmaticamente corretto.

 
28/04/2010 - è nocivo l'integralismo perseverante dell'Islam (marco penazza)

provo sdegno di fronte a dichiarazioni simili da parte di un Islamico, eppure bisogna trovare la forza di andare avanti senza indecisioni da parte nostra.Vorrei far notare che certi segnali d'integralismo sono significativi anche solo se semplici dichiarazioni.Domenica 25 aprile commemorazione della liberazione in una manifestazione ufficiale tenuta in una sala pubblica, le maestre con i bambini hanno recitare e celebrare a modo loro la ricorrenza. A questi ragazzini delle medie, non si insegna a festeggiare la liberazione in maniera trasversale libera da ogni strumentalizzazione politica.Quella di ieri ha avuto proprio il suo culmine negativo, quando sono stati proiettati dei disegni ad opera dei bambini, in uno era raffigurata la mezzaluna islamica al centro e grande del foglio,mentre il crocifisso era disegnato più piccolo ed a lato del foglio...oppure si urla al grande scandalo quando su una fontana pubblica è incisa l'effigie della Madonna con dicitura d'invocazione, è quello che più fa specie è che è una cattolica ad evidenziare il fatto che questo puo' offendere le altre religioni, che non andranno mai ad attingere acqua perchè si sentiranno esclusi gli appartenenti.Nooo non ci siamo, io sono al mio paese e sono libero e non mi sento in colpa quando professo quello in cui credo e sento perchè è tradizione della mia/nostra gente, quando sono nella certezza di non offendere alcuno.Ora basta creare o indurre sensi di colpa inutili,perchè si ritiene di aver offeso chi per

 
28/04/2010 - i mussulmani sono questi. (Alberto Pennati)

Capisco l'intervento del precedente lettore, che condivido in linea di principio, ma non vedo in questa religione persone in grado di cacciare ed emarginare certi profeti di morte. Quindi l'unica soluzione è rimandarle al loro paese.

 
28/04/2010 - belle parole (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Belle parole e altrettanto ottimi propositi. Sta però a voi di religione islamica passare dalle parole ai fatti. Sta a voi, per esempio, buttare fuori dalla Moschea l'Imam che predica la violenza, sta a voi emarginare queste persone, rimandarle al proprio paese a fare danni e/o denunciarle e farle processare ed incarcerare. Sta a voi: fate, quindi, qualcosa di concreto!