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VESUVIO/ Attesa un’eruzione come quella che distrusse Pompei: ecco come la Protezione civile salverà la popolazione (video e simulazioni)

Guido Bertolaso Guido Bertolaso

 

Il piano nazionale d'emergenza individua quattro livelli di allerta successivi: base, attenzione, preallarme, allarme, ai quali corrispondono fasi operative successive, che scandiscono i tempi degli interventi di protezione civile per mettere in sicurezza la popolazione e il territorio.

Zona Rossa. L'intera zona rossa sarà evacuata, trasferendo in aree sicure la popolazione dei 18 Comuni che si trovano al suo interno, per un totale di circa 200 kmq di estensione e poco meno di 600 mila abitanti. La zona rossa è l'area immediatamente circostante il vulcano, ed è quella a maggiore pericolosità in quanto potenzialmente soggetta all'invasione dei flussi piroclastici, ossia miscele di gas e materiale solido ad elevata temperatura che, scorrendo lungo le pendici del vulcano ad alta velocità, possono distruggere in breve tempo tutto quanto si trova sul loro cammino. Si prevede che i flussi piroclastici si dirigeranno in una o più direzioni preferenziali, ma non è possibile conoscere preventivamente quali saranno le zone effettivamente interessate. La rapidità con la quale si sviluppano tali fenomeni, associata al loro potenziale distruttivo, non consente però di attendere l'inizio dell'eruzione per mettere in atto le misure preventive. Quindi il piano nazionale d'emergenza prevede che la zona rossa sia del tutto evacuata prima dell'inizio dell'eruzione.

Zona Gialla. La zona corrisponde a tutta l'area che potrebbe essere interessata dalla ricaduta di particelle piroclastiche (ceneri e lapilli), il cui peso è sufficiente per fare crollare i tetti degli edifici. La ricaduta di particelle inoltre può causare problemi alle vie respiratorie, in particolare in bambini, anziani e malati, bloccando la circolazione aerea, ferroviaria e stradale. Si prevede che, come accadde nel 1631, solo il 10% della zona gialla sarà effettivamente coinvolto dalla ricaduta di particelle, subendo danneggiamenti. Pertanto, su 1 milione e 100mila persone che vi abitano, circa 110mila saranno coinvolte dall'emergenza. Anche in questo caso tuttavia non è possibile conoscere preventivamente quale sarà la zona interessata, in quanto dipenderà dall'altezza della colonna eruttiva e dalla direzione e velocità del vento al momento dell'eruzione. Diversamente da quanto accadrà per la zona rossa però, i fenomeni attesi nella zona gialla diventeranno pericolosi per la popolazione solo trascorso un certo periodo di tempo. Sarà quindi possibile procedere con l'evacuazione della popolazione anche dopo l’inizio dell’eruzione.

La zona gialla comprende 96 Comuni delle Province di Napoli, Avellino, Benevento e Salerno per un totale di circa 1.100 chilometri quadrati.

Zona Blu. La zona blu è quella parte della zona gialla soggetta a un agente di pericolosità ulteriore. Corrisponde infatti alla “conca di Nola” che, per le sue caratteristiche idrogeologiche, potrebbe essere soggetta a inondazioni e alluvioni oltre che alla ricaduta di ceneri e lapilli. La zona blu include 14 Comuni della Provincia di Napoli, per un totale di 180mila abitanti.

 

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