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Cronaca

VESUVIO/ Attesa un’eruzione come quella che distrusse Pompei: ecco come la Protezione civile salverà la popolazione (video e simulazioni)

Guido BertolasoGuido Bertolaso

 

Un’ulteriore distinzione è quella in base ai quattro livelli di allerta.

Livello base. Il livello di base è quello attuale: uno stato di attività caratterizzato da assenza di deformazioni del suolo, bassa sismicità, assenza di significative variazioni del campo di gravità, valori costanti di temperatura e di composizione dei gas fumarolici.

Fase di attenzione. Al verificarsi di variazioni significative dei parametri fisico-chimici del vulcano, è previsto che l'Osservatorio Vesuviano informi il Dipartimento della Protezione Civile che, consultati i massimi esperti del settore riuniti nella Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi, stabilisce l'eventuale passaggio alla fase di attenzione. In questa fase la gestione di eventuali interventi è affidata al Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) istituito presso la Prefettura di Napoli. I sindaci dei Comuni interessati vengono supportati per avviare la propria organizzazione logistica e provvedere all'informazione alla popolazione.

Fase di preallarme. In questa fase il controllo delle operazioni passa al livello nazionale, viene dichiarato lo stato di emergenza, nominato un Commissario delegato, convocato il Comitato Operativo della Protezione Civile. Le forze dell'ordine e i soccorritori si posizionano sul territorio secondo piani prestabiliti. In questa fase anche la popolazione viene coinvolta: coloro che vogliono allontanarsi, possono farlo senza il timore di lasciare incustodite le proprie case, in quanto è già attivo un presidio di vigilanza. I residenti delle zone a rischio possono raggiungere una propria sistemazione autonoma. Il territorio viene progressivamente presidiato dai soccorritori. Le strutture sanitarie vengono evacuate in anticipo rispetto alla popolazione e si avviano anche le azioni per la salvaguardia dei beni culturali.

Fase di allarme. Indica che gli esperti ritengono ormai quasi certa l'eruzione, la quale potrebbe verificarsi nell'arco di alcune settimane. L'intera zona rossa viene evacuata e la popolazione dei 18 comuni è trasferita in aree sicure. Sul territorio saranno già attivi i Centri Operativi Misti (COM), previsti dal piano nazionale d'emergenza, per coordinare le attività a livello locale. Il piano prevede che, nel tempo massimo di 72 ore, i 600mila abitanti della zona rossa vengano allontanati, secondo le indicazioni specifiche contenute nei singoli piani d'emergenza comunali. Ciascuno dei 18 Comuni dell’area vesuviana è gemellato con una Regione italiana deputata ad ospitare la popolazione della zona rossa a lungo termine. Completata l'evacuazione, anche i soccorritori ripiegano nella zona gialla, mentre le forze dell'ordine dispongono una cintura di sicurezza sui confini della zona rossa. Nel momento in cui l’eruzione ha inizio, inizia il trasferimento degli abitanti della zona gialla interessato dalla ricaduta di particelle.

(Pietro Vernizzi)