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VALDOBBIADENE/La città trevigiana già capitale del prosecco, inaugura il ristorante "didattico" vicino alla vecchia Torre

giovedì 29 aprile 2010



“Il decadimento  della struttura avvenne dopo un investimento fatto 10 anni fa per rinnovare gli infissi, poi la trasformazione in pizzeria e la chiusura. Ora è diventato un’altra cosa: un’opera che serve per rendere i ragazzi immagine di Valdobbiadene e contemporaneamente per aprirli al mondo, all’estero”, racconta Alvio, genero Gemin, famiglia di produttori di prosecco della tradizione Bortolomiol.

Sua la scelta della cessione dell’edificio che gli apparteneva, e sua la voce che se n’è andata nel parlare con troppo entusiasmo nel raccontare ciò che vede accadere attorno a sé. “Già oggi imparano a portare il prodotto, e da come lo fanno si vede che hanno imparato di più confrontandosi con il vero lavoro che stando in aula. È il contatto umano ciò che devono imparare. Per questo è fondamentale che si abbinino allo studio manifestazioni e contatto con il pubblico: è la politica del direttore.”

Sì, perché senza l’intuizione avuta dal direttore, Alberto Raffaelli, oggi questa realtà non sarebbe nata. “Era l’8 gennaio, ed io avevo avuto una mattinata pessima”, racconta, “Venni a pranzo al ristorante Alla Torre e mi dissero che avrebbero chiuso nel giro di pochi giorni. Telefonai ad Alvio, il proprietario. La sera avevo già in mano le planimetrie della struttura.”

L’inaugurazione del ristorante didattico è il segno che tramite realtà come questa si può far rinascere una tradizione locale che per fatti fortuiti va a morire ed allo stesso tempo progettare il futuro. Fatto questo che, in località come Valdobbiadene, non è da poco. E si ha la sensazione che la scommessa fatta da Raffaelli ed Alvio sia già stata vinta.

(Caterina Gatti)



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