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SINDONE/ Don Primo Soldi: "Così la Sindone ha fatto risorgere la mia Torino"

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La chiesa di San Filippo a Torino non ha mai visto 2.500 universitari in un colpo solo ascoltare in un commosso silenzio don Alberto: «Perché siamo qui? Perché questo gesto può essere decisivo per la nostra vita. Sia pure per pochi istanti ciascuno di noi ha intravisto quel Volto ferito e glorioso. Cos’è la nostra vita se non la tensione a scoprire quel Volto? Il grande grido di giustizia, di verità, di perdono che ciascuno di noi porta nel suo cuore ha incontrato la risposta: “Ti ho amato di un amore eterno, ti ho amato fino alla fine”. Il cristianesimo è il legame che quest’uomo morto e risorto stabilisce con me.


Quel Volto è preciso, anche se i suoi contorni sono indistinti in alcuni punti, perché il suo Volto di sofferenza diventa il Volto del Risorto nella nostra compagnia la cui unica ragione è di essere costituita da Lui. La Sacra Sindone sembra la testimonianza di una sconfitta, di una tortura senza precedenti, e invece, come disse Giovanni Paolo II, è il testimone muto ma assai eloquente dell’inizio della vittoria».  Tutti i titoli dei giornali che gettano discredito su Benedetto XVI cadono a terra come stracci sporchi di fronte all’entusiasmo che qui a Torino cresce di ora in ora al pensiero che tra pochi giorni vedremo il volto luminoso e certo di Benedetto XVI.

(di DON PRIMO SOLDI)



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