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VIA CRUCIS/ A Londra la Passione di Cristo sfida il pregiudizio della City

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La sfiducia della City verso il “papismo” era tale che, dopo la emancipazione della Chiesa Cattolica Romana e la restaurazione della gerarchia cattolica inglese nel 1850, essa rifiutò di autorizzare la costituzione di parrocchie cattoliche dentro i suoi limiti. Solo per un cambiamento nei suoi confini moderni, la chiesa cattolica di St Mary Moorfield è rimasta casualmente inserita nel territorio della City.

Le relazioni tra cattolici e anglicani sono attualmente migliori e ci è stato quindi possibile tenere due stazioni in belle chiese messe a disposizione dagli anglicani. Un’altra stazione ha avuto luogo all’aperto, in un luogo dove sorgeva la navata di una chiesa bombardata durante la Seconda guerra mondiale. Durante la Via Crucis abbiamo visto molti cartelli con l’emblema della City e il suo motto “Domine dirige nos” (Signore guidaci), come se tutti questi luoghi si unissero alla nostra preghiera.

Mentre passavamo di fronte alla Cattedrale di St Paul, diversi turisti si sono fermati a guardarci e forse la Via Crucis li ha aiutati a ricordare lo scopo e il significato di questo imponente edificio; certamente ha aiutato noi a ricordare il significato di questo giorno e il sacrificio del Signore che ci chiama a seguirlo. Come abbiamo letto in una delle meditazioni di Don Giussani: « La croce di Cristo è l’esplosione della coscienza del male. Non possiamo dimenticare a quale prezzo siamo stati salvati, ogni giorno. Il sacrificio non è un’obiezione, neppure il peccato umano è un’obiezione, ma è piuttosto la radice della Risurrezione; è la possibilità di una vera vita».

 

 

(Marco Sinisi, Roger Sylvester, Richard Solomon)

 

 



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