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PAPA/ Tornielli (Il Giornale): l'abbraccio di Benedetto riscatta gli errori della Chiesa

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Da noi la percezione della Chiesa è ancora buona e l’istituzione gode di fiducia. Però è indubbio, ed è un discorso che prescinde dagli scandali della pedofilia, che esiste un problema di comunicazione Chiesa-giovani: è un tema che riguarda il metodo della proposta cristiana prima ancora che aspetti pastorali o morali. A questo si aggiunge la difficoltà da parte dei giovani a riconoscere nella Chiesa un soggetto con cui confrontarsi. La situazione non è tragica come quella degli Usa, eppure ho l’impressione che la realtà italiana sia dipinta come troppo rosea rispetto alla realtà vera della nostra società.

 

Molti commentatori sottolineano che Benedetto XVI è stato inflessibile con la pedofilia. Le chiedo, provocatoriamente: Giovanni Paolo II no?

 

Si è passati da un estremo all’altro. Per decenni i casi di pedofilia dentro la Chiesa sono stati affrontati in modo inadeguato, avendo a cuore soltanto di evitare lo scandalo e finendo per insabbiare, senza avere la percezione che la prima missione cristiana era quella di essere vicini alle vittime, e di mettere i preti colpevoli in condizione di non nuocere. Ora, invece, la Chiesa deve guardarsi dal toccare l’altro estremo, quello tipicamente anglosassone della «tolleranza zero», che di cristiano ha ben poco. Al minimo sintomo del problema, ancora prima di accertare le reali responsabilità, la pretesa è di cacciare il colpevole, di ridurlo subito allo stato laicale. Cos’altro?

 

Ma quali sono secondo lei le reali responsabilità della Chiesa?

 

Ci troviamo di fronte ad una grave carenza di capacità di governo da parte dei vescovi, che prima non sono stati in grado di abbracciare le vittime e affrontare il problema, e che oggi corrono il rischio di eluderlo: quasi che un prete che ha commesso atti di pedofilia non riguardasse loro, le loro diocesi, il modo in cui questo prete è stato formato, il tipo di paternità che esercitano (o non esercitano) nei confronti dei preti. Perché mi sembra questo il nocciolo della questione: certi vescovi si sono mostrati incapaci di governare perché incapaci di essere veri padri per i loro preti. In questo quadro vanno visti a mio avviso i due pontificati.

 

E sul piano dei provvedimenti?

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista ad Andrea Tornielli

 

 

 



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COMMENTI
01/05/2010 - Un commento (Carla D'Agostino Ungaretti)

Il Papa ha pianto insieme alle vittime condividendo la loro tragedia, come vuole il messaggio cristiano. Ma i denigratori che cosa vogliono ora? Non si rendono conto che la piaga della pedofilia è frutto di quella esecrabile libertà sessuale introdotta dal non mai abbastanza vituperato '68? Per anni è stato fatto passare il messaggio che "fare sesso" indiscriminatamente è cosa normale per gli adulti come per i bambini. Ci infarciscono quotidianamente la testa con messaggi contro il fumo, il bere e il mangiare smodatamente perché cause di malattie cardiovascolari, del cancro e del diabete e non è plausibile che anche il sesso indiscriminato provochi mostri? Nel caso specifico sono stati contagiati pochi o tanti preti (sempre troppi, certo) ma che dire degli incesti segreti consumati con la connivenza degli altri familiari? Non sono altrettanto esecrabili? Ma se la prendono solo con il clero cattolico, certo maggiormente responsabile, ma composto anch'esso di uomini. Non potendo mettere il bavaglio alla Chiesa cattolica, perché sarebbe contro il principio di democrazia dominante in occidente, cercano di screditarla infangandola nel settore in cui la chiesa ha esperienza bimillenaria, quella dell'educazione dei giovani. Ma non riusciranno a esautorarla, come credeva di poter fare Napoleone: la chiesa ne ha viste tante in 2000 anni e supererà anche questa!