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PAPA/ Tornielli (Il Giornale): l'abbraccio di Benedetto riscatta gli errori della Chiesa

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Assolutamente sì. Se negli anni in cui sono stati commessi la maggior parte di abusi la vittima rischiava di essere vista con sospetto, perché poteva apparire come un grimaldello che scardina la compattezza della Chiesa, grazie all’opera di Joseph Ratzinger prima e poi di Benedetto XVI non è più così. È come se finora la Chiesa avesse fatto fatica a capire che il segno che il colpevole lascia nella vittima, rimane. Ed è con quello che bisogna fare i conti. Il dramma non è tanto l’enormità del reato per la società, o per quello che la società pensa della Chiesa, ma la conseguenza di quel reato per la vita di persone che credevano di trovare nella Chiesa accoglienza, misericordia, educazione e hanno invece trovato qualcosa di tremendo.

 

Il papa a Malta ha incontrato le vittime. E ha pianto.

 

Il grande insegnamento di Benedetto XVI, con il cuore prima ancora che con la parola, è esattamente questo: il fatto che abbia incontrato le vittime, che abbia pianto con loro. Era la cosa che mancava, e lui l’ha fatta. Solo nell’abbraccio c’è una vicinanza vera con chi porta i segni dell’abuso. Con il suo pianto ha detto che al centro della Chiesa c’è la vittima. E pensare che in Curia alcuni si chiedevano perché mai a Malta il papa dovesse incontrare le vittime.

 

Julián Carrón ha scritto una lettera a Repubblica, in cui dice che la nostra esigenza di giustizia, essendo infinita, non può essere colmata da alcuna misura terrena. Per questo il papa, nota Carrón, ha detto che solo in Cristo questa sete di giustizia può venire soddisfatta.

 

Condivido in pieno. Non solo la Chiesa non è un tribunale, ma c’è un male che non potrà mai essere giustificato e ricompensato pienamente dal punto di vista umano. Occorre innanzitutto andare al fondo del problema umano per capire un dramma come questo. Benedetto XVI, con un atteggiamento di profonda umiltà, sta mostrando direi quasi «fisicamente» che noi siamo bisognosi della misericordia di Dio: abbiamo bisogno di un Altro senza il quale non siamo giustificati, non siamo salvati, non siamo redenti. Ma ci sarà sempre qualcuno convinto che la Chiesa trasmette innanzitutto una morale o una filosofia: ecco perché ci sarà sempre qualcuno a dire che la Chiesa non ha fatto abbastanza.

 

 

 



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COMMENTI
01/05/2010 - Un commento (Carla D'Agostino Ungaretti)

Il Papa ha pianto insieme alle vittime condividendo la loro tragedia, come vuole il messaggio cristiano. Ma i denigratori che cosa vogliono ora? Non si rendono conto che la piaga della pedofilia è frutto di quella esecrabile libertà sessuale introdotta dal non mai abbastanza vituperato '68? Per anni è stato fatto passare il messaggio che "fare sesso" indiscriminatamente è cosa normale per gli adulti come per i bambini. Ci infarciscono quotidianamente la testa con messaggi contro il fumo, il bere e il mangiare smodatamente perché cause di malattie cardiovascolari, del cancro e del diabete e non è plausibile che anche il sesso indiscriminato provochi mostri? Nel caso specifico sono stati contagiati pochi o tanti preti (sempre troppi, certo) ma che dire degli incesti segreti consumati con la connivenza degli altri familiari? Non sono altrettanto esecrabili? Ma se la prendono solo con il clero cattolico, certo maggiormente responsabile, ma composto anch'esso di uomini. Non potendo mettere il bavaglio alla Chiesa cattolica, perché sarebbe contro il principio di democrazia dominante in occidente, cercano di screditarla infangandola nel settore in cui la chiesa ha esperienza bimillenaria, quella dell'educazione dei giovani. Ma non riusciranno a esautorarla, come credeva di poter fare Napoleone: la chiesa ne ha viste tante in 2000 anni e supererà anche questa!