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Cronaca

Incontrare il Risorto

Caravaggio, L'incredulità di San Tommaso (1600-1601)Caravaggio, L'incredulità di San Tommaso (1600-1601)

Nessuna di esse può trovare il cristiano impaurito o sulle difensive. Egli avanza fiducioso nella realtà e nulla sente, tendenzialmente, estraneo a sé, ma persegue tenacemente l’incontro con tutti i suoi fratelli, a qualunque razza cultura o religione appartengano. Non è ingenuo, al contrario è ben consapevole dell’inevitabile carico di fatica e dolore che questo comporta. Ce lo dice la stessa parola formata da in e contro, due preposizioni di segno opposto. Ma proprio dalla Pasqua, che nel Crocifisso risorto rivela il volto misericordioso di Dio, è reso indomabile nella ricerca di tutte le strade di una convivenza pacifica e instancabile nel costruirla.

A me pare che nella società plurale in cui la Provvidenza ci chiama a vivere ci sia un prezioso talento che oggi siamo chiamati a far fruttare: dobbiamo trasformare in un valore politico il bene pratico dell’essere insieme. Questo ci impegna ad aprire con coraggio vie insolite verso una nuova laicità, fatta di relazioni buone e di pratiche virtuose con cui, attraverso la narrazione reciproca, arrivare al riconoscimento comune.

La prova più impressionante del fatto della resurrezione del Signore oltre che nel racconto scarno che ne fanno gli evangelisti, sta in un dato imponente e altrimenti incomprensibile. Come si spiega, infatti, che un pugno di uomini semplici, letteralmente terrorizzati dopo la fine terribile del loro maestro, a un certo punto trovino il coraggio di uscire dal cenacolo e mettersi a predicare e annunciare pubblicamente il grande evento della Risurrezione? E come si spiega che tutti, nel giro di pochi anni, daranno la loro vita per Gesù? Qualcosa di sconvolgente deve essere accaduto: lo hanno rivisto, l’hanno incontrato di nuovo.

Il Risorto abita il nostro quotidiano. Buona Pasqua!

 

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