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L’AQUILA/ 1. Christian e Serena, volontari: nella distruzione di quella notte, Maurizio ci testimoniò la vita

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Così si chiuse la nostra conoscenza con Maurizio Cora, salvo poi apprendere, come un colpo inaspettato, del decesso di Antonella pochi giorni dopo; e a pensare nuovamente a quell’uomo, verso cui la vita si era accanita con tanta veemenza, senza lasciargli neppure la possibilità di un possibile miracolo postumo.

 

Ci farebbe oltremodo piacere se voleste far pervenire a Maurizio Cora la nostra più sentita vicinanza; che non si senta solo, perché ci siamo anche noi a pensarlo e ancora a ringraziarlo per la sua preziosa ed indelebile testimonianza. Una testimonianza che non è solo quella mostrata oggi o al tempo dell’intervista a voi rilasciata, ma che, come già detto, ha dimostrato anche quella stessa notte, dove chiunque altro cedeva di schianto sotto il peso amaro e insostenibile della morte e della separazione perenne.

 

Grazie allora se poteste fargli pervenire questa nostra testimonianza; dove qualcuno quella notte ci ha lasciati, lui ha provveduto a lasciare dentro noi soccorritori il rinvigorito seme della fede, della speranza e del perseverare nella nostra opera. Il seme ha fruttato infatti e grazie anche alla testimonianza di Maurizio Cora, oggi abbiamo costituito un nucleo di Protezione Civile in seno al nostro Gruppo di Croce Rossa Italiana in quel di Fara Sabina (Rieti), pronti nuovamente ad intervenire dove ve ne fosse bisogno.

 Alessandra, Antonella e Patrizia sono ancora qui. Ha ragione, Maurizio.

 

Christian e Serena

Volontari del Soccorso, Croce Rossa Italiana

 

 



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