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CASO KIESLE/ Nuovo attacco a Ratzinger. Per l'Ap, una lettera dimostrerebbe che nell'85 non rimosse un prete pedofilo

Pubblicazione:venerdì 9 aprile 2010

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L CASO KIESLE E LE ACCUSE A RATZINGER - Secondo una notizia dell’Associated Press, all’agenzia Usa sarebbe stata recapitata una lettera firmata dall’allora Cardinale Ratzinger e risalente al 1985, in cui l’attuale Papa sconsigliava la riduzione allo stato laicale di un prete della Diocesi di Oakland accusato di molestie sessuali su minori, misura che è stata poi presa contro il prete, Stephen Kiesle, nel 1987. Costui è stato poi arrestato nel 2002 e condannato nel 2004 a sei anni di prigione per aver molestato una bambina nel 1995. L’Associated Press non dice come e da chi ha ricevuto la corrispondenza relativa al caso Kiesle e di cui fa parte la lettera firmata da Ratzinger, scritta in latino e che l’AP si è fatta tradurre da un professore dell’Univeristà della California del Sud. Il Vaticano, pur riconoscendo che la lettera porta la firma di Ratzinger, ha dichiarato che i fatti sono stati mal rappresentati e al di fuori del loro contesto. Come già nel caso delle accuse sollevate dal New York Times, la Sala stampa vaticana fa presente che la responsabilità di questi casi era allora del vescovo locale e non della Congregazione guidata dal Cardinale Ratzinger.

 

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LA REPLICA DEL VATICANO
- «L'ufficio stampa non ritiene necessario rispondere a ogni singolo documento preso fuori contesto che riguarda particolari situazioni legali» ha detto all'Ap padre Federico Lombardi, il direttore della sala stampa vaticana. «Non è strano - ha aggiunto - che ci siano singoli documenti con la firma di Ratzinger». Anche il vicedirettore della Sala stampa vaticana, Ciro Benedettini, è intervenuto sulla questione, precisando che «l'allora cardinale Ratzinger non coprì il caso ma, come si evince chiaramente dalla lettera, fece presente la necessità di studiare il caso con maggiore attenzione». Secondo fonti vaticane, inoltre, Ratzinger suggeriva «di avere la massima cura paterna per le vittime per i bambini» - e non per Stephen Kiesle, il quale «mai più avrebbe dovuto poter avvicinare».

 

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R. Royal


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