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Cronaca

16 MAGGIO/ Scola: a Roma, in comunione con Pietro

Benedetto XVI (Imagoeconomica)Benedetto XVI (Imagoeconomica)

 

 

Per rendere contemporanea la figura di Cristo nella storia dobbiamo seguire il metodo della vita cristiana che Lui ci ha indicato una volta per tutte: “Quando due o tre di voi saranno riuniti in nome mio, io sarò in mezzo a loro”. E sarà con noi fino alla fine del mondo. Il dono della fede e del battesimo si esprime nell'incontro personale con Cristo e nel permanere in questo incontro. Si è cristiani se ci si lascia coinvolgere da Gesù nel quotidiano. Siccome l'uomo non conosce una realtà se non la comunica, il cristiano per comprendere la comunione con Gesù deve comunicarla. Se uno è un cristiano è un testimone: lo spirito del Risorto è con lui e traspare dal suo essere, dal suo agire a beneficio di tutti i nostri fratelli uomini. Questa è la strada decisiva per rendere Cristo contemporaneo. E solo se mi è contemporaneo, mi può salvare. Il Papa ha come compito precipuo e singolare in quanto successore di Pietro quello che Gesù gli ha affidato: confermare tutti i suoi fratelli in questo atteggiamento di testimonianza.

 

Il Pontefice nella recente omelia tenuta a Lisbona ha detto: «Cercate sempre il Signore Gesù, crescete nella amicizia con lui, ricevetelo nella comunione» e più avanti «Testimoniate a tutti la gioia per questa sua presenza forte e soave, cominciando dai vostri coetanei. Dite loro che è bello essere amico di Gesù e vale la pena seguirlo». Come si può vivere realmente questa amicizia con Gesù?

 

Ancora una volta vivendo con decisa umiltà l'esperienza che Lui ha proposto ai suoi: la grande condizione è una comunione vissuta attraverso un'appartenenza forte a comunità cristiane ben visibili e documentabili. Si potrà così ripetere l'invito che egli fece ai due apostoli sulle rive del Giordano: “Venite e vedrete”. L'uomo postmoderno, che ha sete di felicità e libertà, anche quando si pensa postcristiano in realtà domanda comunità di vita buona e di pratiche virtuose. In ogni caso una simile domanda è al cuore di ogni cristiano autentico, proprio perché ha capito che la fede esalta la bellezza, la bontà e la verità dell'umano.

 

Cosa l'ha più colpita del recente viaggio di Benedetto XVI in Portogallo?

 

L'invito alla penitenza intesa nel suo vero significato: l'invocare il dono di saper andare nel profondo di noi stessi cioè al cuore dell'umano. L'affidamento a Maria che il Papa ha compiuto a Fatima è la via maestra per imparare questa supplica.

 

http://angeloscola.it/

 

 

 

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COMMENTI
17/05/2010 - A Roma: non per esserci ma per essere (OSVALDO ATTOLINI)

Ringraziamo il Card.Angelo Scola per aver sottolineato nella sua intervista che "nella vita della Chiesa la parola più efficace per esprimere il valore della preghiera è la parola comunione" e non evidentemente la parola "solidarietà" come chiesto nella domanda. L'affetto e l'ammirazione che abbiamo nei confronti del Papa ci hanno spinto a Roma per testimoniare visibilmente l'unità con lui e per chiedere alla "Regina Coeli" di proteggere il suo e nostro cammino: non un gesto di "orgoglio" o di dimostrazione di piazza ma semmai di intensa preghiera e di profonda umiltà . Oggi più che mai abbiamo bisogno della paternità e della guida autorevole di Benedetto XVI affinchè la nostra umanità continui ad essere investita dalla presenza del Mistero di Cristo e attraverso questa umanità cambiata ci renda testimoni a tutti gli uomini della Sua Resurrezione.