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Cronaca

COPPIE DI FATTO/ Zenit, per il genetista Angelo Serra, sono un “paradosso giuridico”

Secondo il genetista Angelo Serra il dibattito sulle coppie di fatto in Italia è destinato a riaccendersi a anche se, al momento, dirimere la questione non rappresenta un reale necessità per il Paese

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Secondo il genetista Angelo Serra il dibattito sulle coppie di fatto in Italia è destinato a riaccendersi a anche se, al momento, dirimere la questione non rappresenta un reale necessità per il Paese. Le coppie di fatto, secondo Serra, porrebbero rilevanti problemi giuridici di difficile soluzione. Sarebbero ben poche, poi, le coppie di fatto presenti in Italia a voler realmente regolamentare giuridicamente la loro condizione.

Il dibattito sulle coppie di fatto e sul riconoscimento giuridico di coppie del medesimo sesso è destinato a riaccendersi. Padre Angelo Serra, professore emerito di Genetica Umana all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro della Pontificia Accademia per la Vita, pone alcune questioni di natura etica e giuridica di primario interesse. Anche in Italia, infatti, seppur in misura minore rispetto a molti altri paesi europei, alle coppie di fatto «sono garantiti riconoscimento e tutela giuridica, imposti dalla Costituzione che impegna la Repubblica a tutelare i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolga la sua personalità», afferma Serra, come riporta l'agenzia Zenit. Il che, spiega Serra, «lascia al giurista delle perplessità per la loro difficile intelligibilità giuridica». In particolare, sottolinea Serra riprendendo le parole di Cristina Rolando nel libro “Famiglia di fatto. Problema giuridico e di bioetica relazionale” (Cantagalli) «decisamente antitetica è la situazione del matrimonio che conferisce alla vita privata una valenza pubblica riconosciuta secondo le modalità proprie del diritto, rispetto a quella del “rapporto di fatto” di tipo occasionale finalizzato all’esercizio della sessualità». Secondo Serra, in una tale situazione, i conviventi, vorrebbero «legarsi» e «non legarsi». Questo «per il diritto sarebbe un paradosso». Per questo, sebbene coppie di fatto «diventano parte integrante della società» per queste è «necessaria una specifica regolamentazione» diversa dalla normativa disposta per il matrimonio. Al di là delle differenti ipotesi giuridiche in campo, rimangono aperte due domande ben sintetizzare, ricorda Serra, dalla Rolando: «La necessità, sottesa al progetto di legge, di una regolamentazione delle “unioni di fatto” corrisponde realmente ad una necessità?» e «L’intervento del legislatore è una priorità per il Paese?».

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