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DROGA/ Come si sconfiggono i "venditori di morte"?

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Che dire? Ancora una volta proponiamo ai lettori l’informazione come antidoto: proprio sulla pericolosità delle droghe sintetiche è stato pubblicato in questi giorni Vuoi trasgredire? Non farti! di Giorgia Benusiglio (San Paolo Ed.), un ottimo volumetto che tutte le scuole dalla terza media in su dovrebbero adottare come libro di narrativa. In questo saggio la giovane Giorgia Benusiglio (1982) presenta agli adolescenti la sua storia di dramma e rinascita: il 16 ottobre 1999 l’autrice, sulla scorta del messaggio inconcepibile contenuto in un depliant dell’allora Ministero degli Affari sociali con testi approvati dal Ministero della Sanità («prendi solo mezza pasticca, bevi tanta acqua, non mischiare alcol»), assume per curiosità mezza pasticca di ecstasy.


Inizia qui il calvario della diciassettenne, ricoverata al Niguarda di Milano e salvata miracolosamente da un trapianto di fegato, donatole «da una splendida ragazza che ci ha lasciato per un incidente d’auto». Da allora Giorgia si propone come ospite di programmi televisivi e nelle scuole per incontrare i ragazzi e spiegare loro l’estrema pericolosità di sostanze che danneggiano gravemente l’organismo fino ad uccidere: «se mi salverò andrò nelle scuole a raccontare ciò che mi è accaduto».


Conferisce ulteriore valore a questa riflessione la presenza nel libro delle testimonianze del padre e della madre di Giorgia che ricordano il loro vissuto di quei giorni e si interrogano sul difficile, ma necessario, rapporto comunicativo con i figli, nonché sulle ragioni per cui ancora oggi, in Italia, genitori e adolescenti non sanno ancora nulla o quasi su queste droghe. E su questo fatto ci interroghiamo anche noi, soprattutto di fronte all’operosità di altri Paesi occidentali che, credendo nella preziosità delle nuove generazioni, hanno avviato da anni ampie campagne mediatiche su questi temi a livello sociale e nelle scuole ottenendo chiari risultati positivi.  

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COMMENTI
22/05/2010 - Ministero degli Affari sociali (Antonio Servadio)

Affidiamo rapidamente a questa Giorgia Benusiglio un incarico presso uffici Ministeriali, se lo è meritato eroicamente sul campo, ne ha titolo. Portiamola in TV e nelle scuole, sistematicamente, in modo capillare. Scoviamo, anche se in ritardo, gli autori del «prendi solo mezza pasticca, bevi tanta acqua, non mischiare alcol» (Traduzione: "provaci pure ad ammazzarti, prendi la rincorsa, tanto puoi frenarti a qualche passo dal baratro. Se sei forte puoi riuscirci"). Per quali motivi DA UN MINISTERO sono uscite indicazioni di quel genere, subdolamente fuorvianti ? Per capirlo bisogna comprendere il "brodo di cOltura" in cui ci siamo trovati immersi dentro la scuola, dal '68 a tutti gli anni '70, periodo in cui si formò la classe dirigente attuale. Un brodo somministrato quotidianamente, con intelligenza, con convinzione, dai benpensanti "di sinistra". Secondo quegli orientamenti di pensiero, centrati sulle libertà individuali "laiche", entrare nel gorgo della droga non era sempre e non tanto una "disgrazia" o un "errore", piuttosto era un qualcosa che andava considerato comunque come una "scelta". Pertanto, come permetterci di interferire nelle altrui libertà ?! Questo è il nucleo del pensiero da cui deriva tutta quella mistificazione che trova il suo apice estremo nel permissivismo.