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INFERMIERI KILLER/ I delitti di Roma e gli "Angeli della morte" che si aggirano negli ospedali del mondo

Pubblicazione:mercoledì 19 maggio 2010

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VELENO – Harold Shipman, medico inglese morto nel 2004, ha ucciso avvelenandole 215 persone. Insospettabile per molti anni, è stato indagato dopo che si è scoperto che il testamento di un’anziana paziente era stato falsificato, attribuendo al medico un’ingente somma di denaro. E’ stato quindi riesumato il cadavere e si è scoperto che l’anziana signora era morta per un cocktail di eroina e farmaci. Uno studio statistico, fatto comparando il numero di pazienti morti di Shipman con quello di altri medici della zona lungo i 30 anni di attività, lascia supporre che il totale delle sue vittime possa superare quota 300.

 

INFERMIERA KILLER – Sonya Caleffi, infermiera dell’ospedale Manzoni di Lecco, ha ucciso cinque anziani e tentato di ucciderne altri due, iniettando aria nelle vene di pazienti dal quadro clinico già compromesso. L’intento della donna, come da lei stessa confessato, era quello di “creare gravi situazioni di emergenza da segnalare ai sanitari per farsi notare e dimostrare la propria abilità professionale”. Nel 2008 la Cassazione ha condannato Sonya Caleffi a 20 anni di carcere, evitandole l’ergastolo grazie ai disturbi di personalità di cui soffrirebbe l’ex infermiera.

 

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