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J’ACCUSE/ Scaglia e il caso Fastweb, un esempio di malagiustizia da "studiare"?

Pubblicazione:lunedì 24 maggio 2010

giustizia_statuaR375_5set08.jpg (Foto)

Solo grazie a questo eccezionalissimo concorso di consenso Scaglia ha rivisto casa sua; e non a caso ha fatto sapere di voler creare, con i suoi tanti soldi, una Fondazione per aitare chi si trovasse nelle sue stesse condizioni senza avere le risorse per difendersi da solo.

 

C’è poi una questione di merito, ed è l’incosistenza delle accuse: ma su questo è bene far parlare i tempi, pur biblici, con cui la magistratura giudicante si pronuncerà.

 

Il punto nodale resta però un altro: ed è l’irresponsabilità dei magistrati, a fronte dei devastanti danni esistenziali che generano quando sbagliano. Un referendum sulla responsabilità civile dei giudici, che vent’anni fa prescrisse al legislatore di stabilire appunto l’obbligo dei magistrati di pagare i danni dei loro errori, è rimasto lettera morta.

 

Mentre è regola costante che, ad esempio, un medico ospedaliero che sbagli, debba pagare i danni alla sua vittima. O un autista dell’Atm che investa il pedone paghi di tasca sua e, eventualmente, rimettendoci il posto. Ma quel che è peggio, neanche la carriera dei giudici risente dei loro errori: il fatto che un pubblico ministero, che richieda il rinvio a giudizio di 100 inquisiti, veda accogliere dai Gip il 100% o il 10% delle sue richieste, non influisce sulla sua carriera; il fatto che i rinviati a giudizio vengano condannati al 100% o al 10% non influisce sulla sua carriera; insomma, che lavorino bene o male, i giudici vanno avanti lo stesso.

 

Nel ’93, l’allora presidente dell’Eni Gabriele Cagliari venne arrestato per tangenti. Per lui fu un gravissimo trauma. Si aggrappò con la forza della disperazione alla speranza di essere trasferito agli arresti domiciliari. Era la fine di luglio, il pm Fabio De Pasquale aveva in mano la richiesta degli avvocati di Cagliari, primo fra tutti Vittorio D’Ajello. Racconta D’Ajello che De Pasquale promise di valutare la richiesta di scarcerazione entro un determinato giorno; e che per di più - ma questa era un’interpretazione dell’avvocato - che si era mostrato favorevole ad accoglierla.

 

Alla vigilia della data indicata, a D’Ajello che cercò il giudice risposero in cancelleria che se n’era andato in vacanza e che sarebbe tornato a fine agosto. L’avvocato non potette che riferire la circostanza al detenuto. Il quale all’indomani si soffocò nelle docce con un sacchetto di cellophan stretto attorno alla testa. E morì. Fabio De Pasquale è ancora pubblico ministero a Milano, e ha sostenuto l’accusa nel processo a David Mills e a Silvio Berlusconi.



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COMMENTI
24/05/2010 - malagiustizia da curare (SOLE ROSSI)

complimenti per l'articolo! Molto interessante anche se il Sig.Scaglia non è il solo ad avere ricevuto "l'ottimo trattamento dalla giustizia italiana!".Nell'inchiesta ci sono altre persone indagate e che purtroppo non hanno la stessa visibilità del Sig.Scaglia (anzi i loro nomi sono stati pubblicati e quindi già giudicati colpevoli da tutti) e che comunque pagano l'onnipotenza e aggressività dei Pm e Gip i quali chissà forse cercano veramente un momento di gloria e di pubblicità, visto che le indagini sono state avviate nel 2007 senza alcun esito. Sicuramente trattenere in custodia cautelare più di 50 indagati senza la possibilità di arresti domiciliari perchè vi è la possibiltà di inquinameto delle prove è un pò strano? Visto che dal 2007 ad oggi c'era tutto il tempo di inquinare le prove..sempre che ce ne fossero? Quindi ora cosa succede.attendere prego.tutte le persone che in questo momento sono grazie ai pm in alberghi a 5 stelle sono lì ad attendere cosa facciano i nostri magistrati o attendono i loro umori mattutini..e intanto le loro famiglie che sempre grazie al loro metodico lavoro (pm,gip)hanno subito la popolarita' mediatica,cambiamenti lavorativi,economici ed emotivi.Cosa faranno il giorno in cui"QUESTA PRATICA",perchè per loro solo questo è,e cosa si sentiranno dire? "stavamo indagando da solo qualche anno?" Morale:loro non pagano eventuali errori,chi era indagato pagherà 2 volte "cornuti e mazziati" Non sarebbe il caso di far provare anche a loro il -5 stelle?

 
24/05/2010 - non esiste solo il sig. scaglia (SOLE ROSSI)

complimenti per l'articolo! Molto interessante anche se il Sig.Scaglia non è il solo ad avere ricevuto "l'ottimo trattamento dalla giustizia italiana!".Nell'inchiesta ci sono altre persone indagate e che purtroppo non hanno la stessa visibilità del Sig.Scaglia (anzi i loro nomi sono stati pubblicati e quindi già giudicati colpevoli da tutti) e che comunque pagano l'onnipotenza e aggressività dei Pm e Gip i quali chissà forse cercano veramente un momento di gloria e di pubblicità, visto che le indagini sono state avviate nel 2007 senza alcun esito. Sicuramente trattenere in custodia cautelare più di 50 indagati senza la possibilità di arresti domiciliari perchè vi è la possibiltà di inquinameto delle prove è un pò strano? Visto che dal 2007 ad oggi c'era tutto il tempo di inquinare le prove..sempre che ce ne fossero? Quindi ora cosa succede.attendere prego.tutte le persone che in questo momento sono grazie ai pm in alberghi a 5 stalle sono lì ad attendere cosa facciano i nostri magistrati o attendono i loro umori mattutini..e intanto le loro famiglie che sempre grazie al loro metodico lavoro (pm,gip)hanno subito la popolarita' mediatica,cambiamenti lavorativi,economici ed emotivi.Cosa faranno il giorno in cui"QUESTA PRATICA",perchè per loro solo questo è,e cosa si sentiranno dire? "stavamo indagando da solo qualche anno?" Morale:loro non pagano eventuali errori,chi era indagato pagherà 2 volte "cornuti e mazziati" Non sarebbe il caso di far provare anche a loro il -5 stalle?