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DIRIGENTI PUBBLICI/ Guadagna 128 mila euro l’anno ma è stanco di fare la “cassa” del Paese. Pronto a fare ricorso contro i tagli del governo

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TAGLI AGLI STATALI RICORSO CONTRO IL GOVERNO
- Due piccoli comuni dell’astigiano, Capena, Civitavecchia e Anzio sono i luoghi in cui Pompeo Savarino ha lavorato. Ora, secondo l’ultimo testo del governo, dovrebbe subire una decurtazione del 5 percento dei suoi 128 mila euro l’anno (oltre 90 mila euro). Nel caso in cui, invece, superasse i 130 mila la percentuale del taglio aumenterebbe al 10 per cento, sempre della parte che supera la soglia. “Sono d’accordo, affrontiamo la crisi. Non voglio che l’Italia crolli, come una seconda Grecia. Ma se si tratta di un puro e netto taglio, no” e propone di tagliare prima in altri ambiti.

"Noi dipendevamo dalle Prefetture, ma da qualche anno siamo gestiti da un’agenzia nazionale, 170 consiglieri d’amministrazione per 4000 segretari comunali, con un bilancio da 120 milioni di euro: posti per ex parlamentari, ex sottosegretari, segretari regionali di partito… Poi ci sarebbero da abolire le Province, trasferendo il personale a Regioni e Comuni, con un risparmio di qualche miliardo. Poi, la famosa lotta all’evasione fiscale: leggo che solo il due per mille degli italiani dichiara più di 200 mila euro l’anno, solo l’uno per cento fra 100 e 200 mila.”

 


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COMMENTI
25/05/2010 - Il dott. Savarino, paladino dell’ “eticità sociale (Giuseppe Crippa)

Non discuto la qualità del lavoro del dottor Savarino né l’entità della sua retribuzione. Dico solo che la mia azienda l’anno scorso ha licenziato 200 persone. Quando lo Stato, che è in difficoltà finanziarie, comincerà a licenziare e non prima mi confronterò con questo signore, e magari mi offrirò di fare il suo lavoro per uno stipendio della metà, sperando che il comune di Anzio, allettato dal risparmio, lo licenzi e mi assuma al suo posto. In ogni caso comincerò a considerare l’Italia come un Paese equo solo quando vedrò un ugual numero di dipendenti statali licenziarsi per passare nel privato e viceversa. Solo allora constaterò che le condizioni di lavoro saranno le stesse per i due settori (pubblico e privato) e mi opporrò a riduzioni di stipendio per gli statali.