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SINDONE/ Il Volto Santo di Manoppello, l’altro viso di Gesù che sfida la scienza (e combacia con la Sindone)

Pubblicazione:lunedì 3 maggio 2010

Il Volto Santo di Manoppello Il Volto Santo di Manoppello

 

«Stesso discorso vale per Manoppello: si tratta di un’immagine creata in modo anomalo, nel senso che gli studi hanno dimostrato che il Volto Santo non è un dipinto, ma un’immagine fatta con una tecnica assolutamente sconosciuta in tutta la storia dell’arte. Solo con la fede, allora, è possibile spiegare questa energia dentro un corpo morto. Ecco perché i due reperti sfidano la ragione, dimostrando i limiti della scienza».

 

Una delle cose che colpisce di più guardando i due volti è che la Sindone ha gli occhi chiusi, il Volto Santo li ha aperti: «In realtà - spiega Pfeiffer - non possiamo dire con certezza se la Sindone ha gli occhi aperti perché dipende dalle aspettative che noi abbiamo guardando quel volto: se pensiamo che sia di un morto, li vediamo chiusi, se pensiamo che sia di un vivente, li possiamo anche vedere aperti. È solo una nostra interpretazione».

 

La Sindone e il Volto Santo di Manoppello sono gli unici panni che hanno avvolto il corpo di Gesù? «No, c’è anche il sudario di Oviedo, in Spagna, e la cuffia conservata a Cahors, in Francia». Il secondo cingeva il volto di Gesù nel Sepolcro mentre il primo, secondo suor Blandina, era il panno utilizzato da qualcuno per asciugare il volto di Gesù ancora sanguinante, come dimostrano le impronte esterne di chi fece pressione sul naso per pulire il sangue e il siero fuoriusciti dal setto nasale.

 

La cosa sensazionale, al riguardo, è rivelata ancora da padre Pfeiffer: «Su tutti, e non escludo anche Manoppello come potrebbero dimostrare studi ulteriori, è stato rintracciato sangue del gruppo AB positivo, dunque con grande probabilità della stessa persona».

 

Il papa è stato a Manoppello nel 2006, e molti si aspettavano una sorta di “via libera” definitiva nell’identificazione del Volto Santo con la Veronica, ma così non è stato. Perché secondo lei? «Va detto che i due reperti ancora oggi non mettono del tutto d’accordo l’intera comunità ecclesiale. Penso che Benedetto XVI, da padre di tutta la Chiesa, abbia evitato di alimentare dibattiti interni anche nell’episcopato».

 

Padre Pfeiffer, un’ultima domanda: lei studia da sempre il volto di Gesù. Quali sono i caratteri di questo volto? «Il Volto Santo di Manoppello non è solo identico con la Veronica romana, ed esso non costituisce solo un’unica immagine con la Sindone, ma è anche uno dei due modelli fondamentali, rappresenta un prototipo per l’immagine di Cristo. Esiste un tipo classico dell’immagine del volto di Cristo così chiaramente delineato che, se visto anche solo una volta, lo si può riconoscere immediatamente in qualsiasi altra opera. Esso è caratterizzato da una testa alta con un naso lungo, da due bande di cappelli che cadono fino sulle spalle, da baffi e da una barba spesso bipartita. Gli occhi guardano leggermente in alto così da mostrare il bianco del globo oculare sotto la pupilla. Dobbiamo concludere, in contrasto con tanta ricerca degli studiosi dell’arte, che l’immagine di Cristo così individuale deve avere il suo modello. Per la struttura fortemente asimmetrica, il modello è la Sindone, o la Sindone insieme con il Volto Santo di Manoppello. Per gli occhi e tutti gli aspetti più vitali, l’unico modello è costituito dal Volto Santo”.

 

(Piergiorgio Greco)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
03/05/2010 - Da scettico e razionalista... (Francesco Giuseppe Pianori)

Da scettico e razionalista quale sono per formazione culturale e sensibilità personale, fui condotto a Manoppello da un carissimo amico di Pescara, Leo, un giovane uomo semplice, falegname. Era un giorno normale. Pioveva. C'era poca gente. Salimmo la scalinata alle spalle dell'altare. Io mi posi davanti all'immagine con sguardo indagatore. Il mio amico, dietro di me, stava con le mani in mano, col capo chino, come un povero contadino tenendo il cappello in mano e gli occhi bassi davanti al padrone del podere. Pensai subito: "Ma è un dipinto!" E mi misi ad analizzarlo. Più lo guardavo e più mi appariva evidente che non poteva esserlo, che non lo era. La Messa era già cominciata e noi eravamo lì, da soli. Nessuno ci aveva richiamato. Scendemmo e ci avviammo all'uscita in silenzio. Il mio amico mi precedeva. Si voltò e mi disse: "Vuoi prendere un ricordino?" Risposi di sì e scelsi una cartolina da inviare ad un'amica dottoressa molto cara. Scrivevo. Leo m'interruppe: "Cumpa', ha la faccia di uno di noi!" "Sì - risposi volgendo lo sguardo a lui - quella di un pataca come te!". Per un istante, fugace ma reale, non vidi più il volto di Leo: vidi, fisicamente, il Volto Santo sulla sua faccia. Mi zittii immediatamente. Uscimmo fuori e non pioveva più. Leo commentò così: "Vedi, è il segno della sua presenza". Tornammo a Pescara compresi e più amici, come ogni giorno di più per quanto lontani. Impressionante. La seconda volta tornai con gente il cui parroco è un amico. Mi confessai.