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SINDACATO/ Licenziata per assenza ingiustificata, ma era in malattia. Sarà reintegrata, licenziato invece il dirigente

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La vicenda invece ha avuto un brusco epilogo. I dirigenti della CGIL regionale hanno deciso di riassumere immediatamente la donna e licenziare invece lui, Liano Nicolella. Lo ha comunicato lo stesso Gianni Forte, segretario regionale CGIL della Puglia, impegnato in questi giorni al congresso del sindacato che si tiene a Rimini: "Partirà un telegramma attraverso il quale viene ritirato il licenziamento dell'operatrice che viene, quindi, riassunta. E' stato inoltre convocato il Comitato direttivo della Camera del Lavoro del comprensorio con all'ordine del giorno le dimissioni del segretario generale Nicolella".

Abbiamo chiesto un parere sulla faccenda al dottor Ferlini, presidente della Compagnia delle Opere di Milano ed esperto di temi legati al lavoro.

Di questa faccenda, colpisce che il datore di lavoro che ha messo in moto il licenziamento assolutamente ingiustificato della donna fosse un dirigente sindacale.


Senza infierire su un ente piuttosto che un altro, mi sento di dire che talvolta succede proprio nelle associazioni dove esiste uno spirito di appartenenza molto forte, che si tenda a mettere da parte la giustizia o il rispetto delle leggi e anche la tutela dei lavoratori rispetto allo spirito di appartenenza stesso e alla convinzione che tanto quello che si fa, lo si fa per un fine di bene. In questo modo si butta via la tutela insieme alla persona.

Associazioni come i sindacati in questo caso...

Associazioni dove il senso di appartenenza fa sì che, siccome noi di queste associazioni lavoriamo per il bene sulla terra, la persona deve legarsi alle regole prima di ogni altra cosa. Se poi, come sembra di capire, c’è di mezzo lo stalking o il mobbing, le responsabilità personali sono ancora più pesanti.


 

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