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PADOVA/ Debelllini: la formazione è una ricchezza per il Paese, non diventi oggetto di teoremi

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Anche nella nostra città e in alcuni giornali frettolosamente e superficialmente si era parlato di un’altra Why Not: quella veneta. Il signor De Magistris almeno due volte è venuto a pontificare in città su questa presunta Why Not veneta: peccato che a smentirlo qui a Padova sia stato il segretario provinciale del suo partito. Quel clima di veleni aveva investito la nostra città e aveva enfatizzato accuse e sospetti: era diventato problematico persino partecipare a un corso su Sant’Agostino o andare in pellegrinaggio in Terrasanta.

Adesso mi pare che si respiri un’altra aria. C’è finalmente da rispondere su fatti precisi e non più sui teoremi fantasiosi. Per questo ho parlato di fiducia verso la magistratura della nostra città.

Un’ultima annotazione, poi lascio la parola al mio avvocato per una puntualizzazione. Io spero ardentemente che chi nelle nostre città e nella nostra terra intraprende un’impresa sociale o di business possa innanzitutto essere accolto e rispettato per quello che è, e che la partecipazione alla vita associativa - si parli di Confindustria o di Compagnia delle Opere - sia rispettata come un fattore positivo. Per questo è grave continuare ad appiccicare sigle e appartenenze (anche ecclesiali) come fossero una mafia e non una ricchezza per la società, sommare fatturati e numeri senza mai parlare del bene fatto per l’occupazione e l’educazione di tante persone. Le associazioni non sono holding, sono strumenti di rapporto, di relazione e di solidarietà.

Per me che sono presidente di un gruppo turistico, l’iscrizione alla Compagnia delle Opere con una quota di 350 euro all’anno è una cosa importante perché mi sostiene con contenuti e momenti formativi nel difficile compito di fare l’imprenditore. Sono anche iscritto a Confindustria e anche questo è un aiuto. Poi alla domenica vado a messa al Santo: non so se anche qui c’è qualcosa dietro da scoprire.

Sento un grande bisogno di recuperare una sana laicità, una sana sobrietà e una valorizzazione più grande di tutto il bene che ancora si verifica nella nostra città.

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