BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CROCIFISSO/ Carlo Cardia: ecco come la Corte di Strasburgo può rimediare ai suoi errori

Pubblicazione:

corte_europea-diritti1R375.jpg



Che lo spazio pubblico debba avere una sua neutralità nessuno lo discute, ma che neutralità voglia dire abolire simboli che hanno una tradizione  millenaria, come il crocifisso, è molto discutibile. Nello stesso spazio pubblico ci sono paesi come la Francia che non ammettono il velo islamico. L’Italia invece lo ammette. Lo stesso vale per simboli religiosi meno conosciuti coi quali dovremo presto fare i conti, pensiamo al turbante dei sikh. Il punto ancora una volta è: chi dev’essere a decidere su queste situazioni? Il giudice di Strasburgo o lo Stato?

Come si spiega questa svolta radicale verso il principio neutro della laïcité alla francese?

Si spiega con una certa tendenza laicista che si è venuta accentuando negli ultimi tempi. Però non è una tendenza univoca ed esclusiva, come dimostra lo stesso operato della Corte di Strasburgo. Pensi che addirittura ha salvaguardato la censura di un film avvenuta in Austria, basandosi sulle tradizioni religiose.

Perché la Corte ha trattato il crocifisso in modo così restrittivo, come il frutto residuo di uno stato confessionale?


Qui c’è stato un errore clamoroso della Corte, quando ha detto che il crocifisso è stato introdotto in Italia con lo Statuto Albertino che aveva all’articolo 1 il principio confessionista della religione cattolica come religione di Stato. Ma la nostra storia non è questa e prima di fare una sentenza sull’Italia occorre conoscerla, perché il principio dello Statuto Albertino cadde immediatamente in desuetudine con il separatismo risorgimentale. Lo Stato introdusse il crocifisso con la legge Casati del 1859, dopo che la Chiesa aveva scomunicato tutti i nostri governanti. Quindi non è vero che il principio confessionista ispirò l’esposizione del crocifisso: è che l’elemento cattolico era talmente forte che lo si è considerato come un dato tradizionale, culturale e religioso. Non riconoscerlo vuol dire far torto alla realtà.

La Corte si è chiesta come «un simbolo, che è ragionevole associare al cattolicesimo (la religione maggioritaria in Italia) possa servire al pluralismo educativo».


Questo è un altro errore clamoroso, direi imperdonabile: la Corte ha visto nel crocifisso il simbolo di una parte, e quindi lo ha trattato come un simbolo partigiano. Eppure, basta guardare le bandiere degli stati protestanti per accorgersi che hanno la croce; e che nemmeno quello che sta sul vessillo inglese è un segno geometrico. Per ogni cristiano - protestante, cattolico, ortodosso - il simbolo massimo della fede è proprio la croce. La Corte, invece, ha ritenuto di poterlo individuare limitato a una parte del cristianesimo. Il che non è vero.

Esiste un conflitto tra organismi sovranazionali, che fanno leggi cui manca un procedimento di genesi parlamentare, e istituzioni nazionali, legittimate dalla rappresentanza?




CLICCA >> QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
30/06/2010 - Ancora loro... (Lorenzo ROMANO)

Nessuno si è ancora reso conto che l'UE è condannata all'estinzione grazie all'incapacità economica e sociale dei suoi Giudici e dei suoi Ministri? Dal libero e immotivato obbligo di accoglienza dei profughi fino alla rimozione del Crocifisso regolata da Leggi che nessuno vuole, sembra che la giustizia UE vuole azzerare il patrimonio nazionale ed europeo conseguito in oltre 2000 anni di storia. Dobbiamo accettare la volontà di sparute minoranze che ambiscono a un po’ di notorietà in quanto probabilmente affette da “pochezza” morale e spirituale! Questi “illuminati” Giudici di una ipocrita volontà, non danno spiegazioni logiche se non in nome di una pseudo laicità dello Stato e/o una sballatissima campagna per l’equiparazione dei diritti dei cittadini (ma di chi?). Così, dai matrimoni alla libertà di culto ed ora all’eliminazione dei simboli, quindi all’abbattimento della coscienza cristiana, stanno stravolgendo le fondamenta della cultura europea, quella ereditata da Cartesio, Kant, Comte, ecc. Per citarne solo alcuni. Cosa sarebbe stata l’Europa senza le sue guerre, senza le sue Rivoluzioni e senza la sua filosofia portante che comunque nel bene e nel male risale al cristianesimo? Sarebbe stata l’atea URSS, o la Cina rossa, o l’arretratissimo resto del mondo? Chi sarebbe andato sulla luna o avrebbe esplorato Marte o avrebbe scoperto la penicillina? Ecco, i Giudici ed i Ministri UE stanno tentando di demolire tutto questo ma in nome di chi? Certamente non nel mio...