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CROCIFISSO/ Carlo Cardia: ecco come la Corte di Strasburgo può rimediare ai suoi errori

Domani la Corte europea di Strasburgo è chiamata a pronunciarsi sul ricorso dell’Italia contro la precedente sentenza del crocifisso. Una sentenza - dice CARLO CARDIA - che fa torto ai fatti e alla storia

corte_europea-diritti1R375.jpg (Foto)

Domani la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo è chiamata a pronunciarsi sul ricorso fatto dall'Italia contro la precedente sentenza della Corte del novembre scorso, la cosiddetta «sentenza del crocifisso». Per la Corte il simbolo cristiano, se esposto in luogo pubblico, costituirebbe una violazione della libertà religiosa.

Ma fino a dove può spingersi la Corte europea? Pochi giorni fa il presidente Napolitano ha usato parole molto chiare: «sulle simbologie religiose è più opportuno che decidano i singoli stati, che percepiscono meglio i sentimenti diffusi nelle rispettive popolazioni». Va riconosciuta - sono sempre parole del Capo dello Stato - «la rilevanza pubblica e sociale del fatto religioso», senza nulla togliere «al valore della laicità dello Stato». «La sentenza di Strasburgo fa torto ai fatti e alla storia - dice Carlo Cardia, docente di Diritto ecclesiastico -. Sul piano strettamente giuridico c’è da essere ottimisti, ma la vera minaccia viene dal laicismo imperante».

Professor Cardia, come giudica le affermazioni di Napolitano alla vigilia di una scadenza così importante?

Hanno un fondamento nella giurisprudenza stessa della Corte di Strasburgo, che nei trattati europei ha riconosciuto più volte il principio di sussidiarietà. Proprio in base ad esso sono gli Stati - salvo casi eccezionali dove vi siano violazioni evidenti e specifiche della libertà religiosa - a meglio poter valutare la situazione specifica. Nel caso, l’esistenza di tradizioni e di sentimenti religiosi profondi.

Cosa vuol dire in questo caso applicare il principio di sussidiarietà?


Vuol dire che se si parla della Russia, sarà la Russia a comprendere molto meglio di un giudice europeo qual è il substrato culturale e religioso della Russia stessa. Dove la tradizione ortodossa è maggioritaria, ma con presenze significative buddiste e musulmane. Ecco perché solo il singolo stato può conoscere realmente queste situazioni. Tanto è vero che quando il giudice europeo si è occupato dello Stato italiano, ha detto cose che non stanno né in cielo né in terra.

Con la sentenza del novembre scorso la Corte sembra aver sancito che nessuna tradizione deve essere preminente se si vuol garantire la libertà di tutti. Lo spazio pubblico, insomma, deve essere «neutro». È così?




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COMMENTI
30/06/2010 - Ancora loro... (Lorenzo ROMANO)

Nessuno si è ancora reso conto che l'UE è condannata all'estinzione grazie all'incapacità economica e sociale dei suoi Giudici e dei suoi Ministri? Dal libero e immotivato obbligo di accoglienza dei profughi fino alla rimozione del Crocifisso regolata da Leggi che nessuno vuole, sembra che la giustizia UE vuole azzerare il patrimonio nazionale ed europeo conseguito in oltre 2000 anni di storia. Dobbiamo accettare la volontà di sparute minoranze che ambiscono a un po’ di notorietà in quanto probabilmente affette da “pochezza” morale e spirituale! Questi “illuminati” Giudici di una ipocrita volontà, non danno spiegazioni logiche se non in nome di una pseudo laicità dello Stato e/o una sballatissima campagna per l’equiparazione dei diritti dei cittadini (ma di chi?). Così, dai matrimoni alla libertà di culto ed ora all’eliminazione dei simboli, quindi all’abbattimento della coscienza cristiana, stanno stravolgendo le fondamenta della cultura europea, quella ereditata da Cartesio, Kant, Comte, ecc. Per citarne solo alcuni. Cosa sarebbe stata l’Europa senza le sue guerre, senza le sue Rivoluzioni e senza la sua filosofia portante che comunque nel bene e nel male risale al cristianesimo? Sarebbe stata l’atea URSS, o la Cina rossa, o l’arretratissimo resto del mondo? Chi sarebbe andato sulla luna o avrebbe esplorato Marte o avrebbe scoperto la penicillina? Ecco, i Giudici ed i Ministri UE stanno tentando di demolire tutto questo ma in nome di chi? Certamente non nel mio...