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PIETRO TARICONE/ (Video) L’ex mattatore del Grande Fratello vittima di un errore di frenata e della "maledizione" di Maratta

taricone_smutniakR375.jpg (Foto)

 

LA "MALEDIZIONE" DI MARATTA - Tre aprile, primo maggio e 28 giugno. Tre incidenti, tre morti. La "maledizione" dell’aviosuperficie di Maratta. Con scadenza quasi mensile, l’aviosuperficie Alvaro Leonardi di Maratta a Terni chiede il suo tributo di sangue. E’ una pista situata a circa un chilometro fuori dalla città in cui si recano gli appassionati di lanci provenienti da Roma e dintorni ma anche dalle Marche. Tre morti negli ultimi tre mesi, una maledizione che sembra aver colpito la struttura.

 

 Il 3 aprile muore Flavio Pandimiglio, 27 anni, romano. Sono i giorni delle festività di Pasqua. Due paracadutisti si lanciano dallo stesso aereo decollato dall’aviosuperficie di Maratta insieme ad altre venti persone. Si lanciano da circa 4mila metri di altezza.  I due per motivi rimasti poco chiari – si parla di un colpo di vento che li ha spinti uno sull’altro  – si intrecciano tra di loro durante la discesa e precipitano da un’altezza di circa 40 metri. L’impatto fra i due è violento, Pandimiglio muore sul colpo. Si tratta probabilmente delle conseguenze di una virata eseguita in caduta a farli scontrare.

 

Finiscono uno sopra l’altro, con il peso dei corpi uno dei due paracaduti a forma di vela si sgonfia e i due precipitano a terra a tutta velocità. Flavio Pandiglio muore sul colpo. L’altro paracadutista, Simone Cipriani, viene trasportato in gravissime condizioni all’ospedale ma se la caverà. Il giornale online Terni Magazine commenta a proposito della dinamica: “Un lancio che doveva essere tranquillo è costato così la vita al ragazzo romano che abitualmente frequentava la scuola attiva a Terni da circa un anno. Con il peso il primo paracadute è collassato e così poi anche l’altro: alla fine le due vele si sono intrecciate e i due sono finiti rovinosamente a terra da un’altezza di circa 40 metri”. “È stata una collisione in volo a velatura aperta nella fase finale dell’atterraggio” dicono alla scuola di volo The Zoo.

 

Primo maggio, ancora all’aviosuperficie Maratta di Terni, ancora un giorno di festa. Sei persone si lanciano dalla medesima altezza, circa 4mila metri. Nella prima parte del lancio i sei usano le tute alari, quindi aprono ognuno il proprio paracadute. E’ in questo momento che due dei sei paracadutisti si scontrano tra di loro: uno dei due non riesce ad aprire il suo paracadute di emergenza. E’ Paolo Capretti, 38 anni, di Ripatransone (San Benedetto del Tronto) che si schianta a terra morendo sul colpo. Si è scontrato durante la discesa con Claudio Antonini, un trentatreenne di Firenze. Nell’impatto con il suolo, Antonini si rompe una gamba.

 

Già nel caso del precedente incidente, quello terminato con la morte di Flavio Pandiglio, l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e la magistratura avevano aperto una inchiesta ed effettuato ispezioni all’interno della struttura avio portuale. Adesso, 28 giugno, l’incidente a Pietro Taricone.