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CROCIFISSO/ 1. Cesare Salvi: ecco perché l’Europa individualista non può darci lezioni di diritto

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La nostra Costituzione all’articolo 2 prevede diritti individuali, ma prevede anche i corrispondenti doveri di solidarietà. Mi pare invece che nella giurisprudenza delle Corti i diritti individuali di libertà non siano bilanciati e contemperati, con la conseguenza di una sorta di «moltiplicazione» dei diritti secondo una logica prettamente individualista. Essa si manifesta in modo evidente in campo economico, ma non solo.

 

A proposito di economia e di libertà di impresa, si fa un gran parlare dell’articolo 41.

 

Altro caso emblematico. La nostra Costituzione riconosce la libertà economica, ma in un quadro complessivo di limiti che comprende la possibilità di orientarli a fini sociali. Nelle corti europee attuali prevale un orientamento individualista, che fa della libertà economica un diritto fondamentale, assoluto. In questo senso possiamo senz’altro parlare di una deriva di tipo ottocentesco.

 

Con quali conseguenze?

 

Se la logica è quella dell’esaltazione del diritto del singolo senza tener conto di altri diritti o valori che possono bilanciare, si rischia di oltrepassare, snaturandola, la funzione giurisdizionale. Per stare al merito della questione che viene esaminata oggi, come può essere affrontata in ossequio ai diritti del singolo senza tener conto del principio democratico? Non si possono ignorare gli orientamenti e i valori prevalenti in un singolo paese.

 

È esattamente quello che ha detto il presidente Napolitano.

 

Il Capo dello Stato ha fatto un’osservazione molto importante. Queste Corti sovranazionali non tengono conto del fatto che ci sono una storia, una tradizione, dei valori e delle costituzioni nazionali che li esprimono.

 

Secondo lei davvero il crocifisso lede la libertà dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni?

 

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