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TURCHIA/ Il nunzio su Padovese: ucciso l’uomo del dialogo, ma la testimonianza continua

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Mons. Luigi Padovese  Mons. Luigi Padovese

 

Luigi Padovese aveva fatto della Turchia una sua scelta ideale, oltre che la sua prima terra di missione. Era il coronamento dell’interesse che aveva sempre dimostrato per questa terra che può essere senz’altro considerata come la Terra santa della Chiesa. Qui tutto parla delle antiche comunità cristiane. Poi era diventato vescovo e quindi membro della Conferenza episcopale turca, della quale era diventato presidente. Non posso non ricordare la sua volontà e il suo impegno culturale per tener viva la memoria dei santi che hanno fatto grande la prima cristianità.

 

In particolare, eccellenza?

 

Lui e altri suoi collaboratori, con l’aiuto dell’Istituto di Spiritualità dell’Antonianum di Roma, ogni anno organizzavano dei simposi a soggetto, e ne avevano in programma uno per il mese di giugno che si sarebbe dovuto concludere ad Antiochia per la solennità di San Pietro. Mi rimane il ricordo di un impegno veramente ideale e fattivo per questa terra dove la Chiesa si è sviluppata, prima di arrivare in occidente.

 

Quando lo ha visto l’ultima volta?

 

Circa un mese fa, in aprile. Era passato di qui per alcune questioni e mi trattenni a pranzo con i suoi collaboratori. Adesso era in procinto di andare a Cipro, anzi ero quasi sicuro che fosse già là, per incontrarsi domani con il Santo Padre.

 

A Cipro avrebbe ricevuto, dalle mani del Papa, l’instrumentum laboris in vista del Sinodo in Medio oriente.

 

Sì, è un’espressione della sollecitudine per tutte le chiese tipica del ministero apostolico, e che il Papa esercita in questa particolare circostanza in preparazione del Sinodo di ottobre.

 

Cosa vuol dire per voi pastori essere alla guida di una comunità cattolica in Turchia?

 

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COMMENTI
06/06/2010 - L'olocausto degli armeni cristiani (corrado mazzuzi)

I turchi furono responsabili dei massacri del popolo armeno della fine dell'Ottocento e furono loro nel 1915 ad impegnarsi in una politica di genocidio nei confronti degli armeni; nel giro di pochi mesi più di un milione di armeni vennero massacrati o fatti morire di fame per ordine di Ankara. Per risparmiare piombo, donne, vecchi e bambini venivano fatti marciare nel deserto senza cibo e senz'acqua finchè non cadevano morti. I villaggi deserti venivano ripopolati con famiglie turche fatte arrivare dalla Tracia. Nella città di Trebisonda 15000 soldati dell'esercito regolare turco si misero a dare la caccia agli armeni; centinaia di bambini, presi nelle scuole, vennero IMBARCATI SU VECCHIE NAVI CHE FURONO FATTE COLARE A PICCO NEL MARE. C'erano a Trebisonda 17000 armeni, alla fine ne restarono non più di un centinaio Gli armeni furono la prima nazione a convertirsi in massa al cristianesimo nell'anno 301.

 
04/06/2010 - Un abbraccio con lo sguardo. (claudia mazzola)

Oggi compleanno di Carla, a pranzo con 3 amiche, siamo tutte belle tarde. Hanno ricordato l'impossibile di loro, del movimento e dei loro figli, io ascoltavo e guardavo meravigliata cosa fa la vita. Monsignor Luigi la vita l'ha donata guardando tutti così.

 
04/06/2010 - la religione cattolica è da sempre la più globale (marco penazza)

Si,la religione cattolica,fra le più importanti religioni superstiti nella storia che sono quindi giunte ai giorni nostri,è da sempre la più globalizzata.Nessuna meglio della nostra religione conosce il significato della parola globalizzazione, che da sempre la caratterizza,che da subito alle sue origini ha messo in pratica attraverso i suoi uomini;ma il tributo di vite umane o di martiri come li si preferisca definire, è davvero altissimo, al pari del valore dell'opera di missione compiuta sul campo d'azione fra le popolazioni bisognose,nel tentativo di portare conforto ed elevare spiritualmente e culturalmente tutte le Comunità incontrate sul cammino...ma che prezzo,forse non si deve soffermarsi a questa osservazione,forse a ragione ogni uomo di buona volonta' deve soffermarsi a contemplare la grandezza e la bellezza del bene prodotto dai MARTIRI che hanno donato la loro vita per amore degli altri.Abbiamo il dovere di trarne una lezione di coraggio,proprio per unirci ancora di più e creare uno slancio sempre più forte nella direzione che i nostri Fratelli caduti hanno iniziato a portarci;insegnandoci la tolleranza, la convivenza senza discriminazioni o razzismi,dove l'uomo è dignitosamente tenuto al centro della vita quotidiana tutta.Ma non si può provare un alito di tristezza quando si perde un "soldato" di un "esercito pacifico"volto al bene della gente semplice che invano attende risposte da un Potere spesso arrogante cinico,dispotico, come spesso accade in terra di missione

 
04/06/2010 - UNA MORTE NUDA DI RAGIONI? (celestino ferraro)

Se fosse stata vestita avrebbe avuto le sue ragioni? Capisco il paradosso, ma credo che la morte, nuda o vestita, non abbia mai le sue ragioni. CF