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FACEBOOK/ Bambini ritrovati, innocenti scagionati, suicidi evitati: i casi più clamorosi, ecco il "lato buono" del social network

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RIAPPARE IL BIMBO RAPITO – Un bimbo rapito e creduto morto è riapparso su Facebook 22 anni dopo. Con un post in cui rivela: «Sono Alex e cerco la mia famiglia. Cerco mia madre». Alex Anfuso era scomparso il 17 marzo 1987 da Villanova di Guidonia, in provincia di Roma, mentre la madre era in carcere. Un giorno è uscito per andare in strada con gli amici ed è scomparso nel nulla. Il padre, senza informare la madre, lo ha portato con sé in Egitto. Un giorno Alex si connette a Internet e cerca tutte le persone con il suo cognome. Gli risponde Pino Anfuso, teleoperatore della Rai, che ascolta la sua storia e la racconta a «Chi lo ha visto» di Federica Sciarelli. Purtroppo sua madre è già morta, senza poterlo riabbracciare.

 

LIETO FINE – Ma non tutte le storie sono tristi come quella di Alex. A volte Facebook riesce a scrivere il lieto fine. Come per Avril Grube, immigrata ungherese in Inghilterra, e per suo figlio Gavin Paros, rapito quando aveva tre anni e riapparso su Internet 27 anni dopo. Il padre lo aveva portato in Ungheria senza avvertire la madre, e nonostante i numerosi appelli, tra cui quello di Margaret Thatcher, non c’era stato il modo di ritrovarlo. Finché Gavin, che oggi ha 30 anni ed è padre di tre bambini, ha ricevuto un messaggio su Facebook dalla zia, che è riuscita a mettere in contatto madre e figlio. Che non parlano la stessa lingua, in quanto lui sa solo l’inglese e lei solo l’ungherese. Ma i loro occhi si somigliano come due gocce d’acqua.

 

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