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FACEBOOK/ Bambini ritrovati, innocenti scagionati, suicidi evitati: i casi più clamorosi, ecco il "lato buono" del social network

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ALIBI DI FERRO – Per il 19enne americano Rodney Bradford, l’aggiornamento dello status su Facebook ha voluto dire la salvezza dal carcere dopo un’accusa per una colpa che non avrebbe commesso. Il luogo e l’ora dello status sono state infatti le prove che Bradford non poteva avere commesso una rapina in un’altra parte di New York. E dopo due settimane di carcere, è stato quindi scagionato. Il 17 ottobre scorso, alle 11.49, Bradford ha infatti aggiornato il suo status da Harlem. Un minuto dopo, a Brooklyn, due uomini sono stati aggrediti da un uomo armato di fucile. Bradford all’epoca era già sotto processo per una rapina avvenuta nel 2008. E dopo che una delle due vittime ha riconosciuto Bradford come l’aggressore, per il 19enne non ci sarebbe stato più scampo. Almeno finché il suo avvocato non ha contattato Facebook, che ha fornito la prova che lo status era stato aggiornato da Harlem.

 

SALVATA DAL SUICIDIO – Una trentenne di Porto Torres ha ingerito un potente sonnifero per suicidarsi e lo ha annunciato su Facebook. Ma un suo amico di Roma ha letto il macabro annuncio e ha allertato la questura della Capitale, che ha avvisato i carabinieri di Porto Torres. I militari hanno immediatamente rintracciato l’abitazione e, con gli uomini del 118, si sono recati nella casa della donna, trovandola riversa su un letto e in stato d’incoscienza, ma in tempo per salvarle la vita. La trentenne, che vive sola nel centro di Porto Torres, ora è fuori pericolo.

 

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