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FACEBOOK/ Bambini ritrovati, innocenti scagionati, suicidi evitati: i casi più clamorosi, ecco il "lato buono" del social network

Bambini rapiti che ritrovano le loro famiglie grazie a Facebook, ragazzi innocenti salvati dalla galera per un post che ha fornito loro un alibi, persone che stavano per suicidarsi fermate in tempo dopo che lo avevano annunciato on-line

Facebook_Monitor_PCR375.jpg (Foto)

Bambini rapiti che ritrovano le loro famiglie grazie a Facebook, ragazzi innocenti salvati dalla galera per un post che ha fornito loro un alibi, persone che stavano per suicidarsi fermate in tempo dopo che lo avevano annunciato on-line. Sono solo alcune delle dieci storie mozzafiato, che rivelano come il più popolare dei social network spesso sia in grado di aiutare le persone nei modi più impensabili. Con storie spesso poco note, perché come si sa il bene non fa notizia. Ma a volte vale la pena raccontarlo.

Facebook è stato creato per permettere di ritrovare le persone, e quindi incontrare un vecchio conoscente, o magari un lontano parente sul social network è la cosa più normale del mondo. Ma alcune storie sono a dir poco eccezionali. Come quella di Sophie Featherstone, una 19enne che viveva sola con la nonna a Southport, in Inghilterra, finché le è arrivato un messaggio su Facebook dalla compagna del padre, Paul. Il padre era sempre stato convinto che Sophie fosse sua figlia, ma diversi membri della sua famiglia lo avevano rassicurato sul fatto che non era così. Nel 2007 i due hanno deciso di incontrarsi, e hanno capito subito di essere padre e figlia, anche perché la somiglianza era lampante. E così Sophie ha fatto anche conoscenza con i 15 fratelli avuti dal padre da 15 donne diverse.