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Cronaca

ROBERTO CALVI/ Nessun suicidio, fu ucciso: le motivazioni della sentenza di assoluzione di Carboni, Calò e Diotallevi

Roberto Calvi non si è suicidato, ma è stato ucciso. Si legge nelle motivazioni della sentenza di assoluzione di Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi da parte della Corte d’Appello di Roma.

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Roberto Calvi non si è suicidato, ma è stato ucciso. Si legge nelle motivazioni della sentenza di assoluzione di Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi da parte della Corte d’Appello di Roma.

Roberto Calvi non si è suicidato, ma è stato ucciso. E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con la quale sono state confermate, il 7 maggio scorso, le assoluzioni Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi, accusati di aver ucciso il banchiere. «Troppi sono i moventi alternativi ipotizzabili e troppi i soggetti e le organizzazioni che avrebbero avuto interesse all'eliminazione di Calvi», hanno scritto i giudici. «Dalla mafia – continuano - alla camorra, alla P2, allo Ior e ai politici italiani (beneficiari delle tangenti o interessati a cambiare l'assetto del Banco Ambrosiano o a mutare gli equilibri di potere all'interno del Vaticano)». Non solo: tra gli innumerevoli indiziati dell’omicidio di Calvi, potrebbero esserci addirittura i servizi segreti inglesi «essendosi acclarato che Calvi aveva, tra l'altro, finanziato l'invio di armi ai dittatori argentini nel periodo in cui era in atto il conflitto bellico per le isole Falkland», nonché quelli italiani, «che hanno mostrato (avvalendosi pure del loro ambiguo collaboratore Pazienza) di essere sempre informati di tutto e di aver seguito sino all'ultimo le mosse di Carboni e Calvi».

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