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PASQUALE LIBRI/ Il suicidio dopo l’indagine per mafia

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Secondo i pm milanesi, le intercettazioni di Pasquale Libri, quelle in cui si fa riferimento al consigliere regionale Angelo Giammario, metterebbero in luce la collusione tra mafia e politica. In particolare Libri, Chiriaco e Cosimo Barranca, facenti tutti parte – sempre secondo i pm – della cosca lombarda, fotografati il 12 gennaio scorso in via Pirelli a Milano, mentre entravano nel comitato elettorale di Giammario, avrebbero raccolto voti per il consigliere. Il venire a galla di questi rapporti sarebbe alla base del suicidio di Libri. 

 

Di seguito, il comunicato stampa dell'Azienda ospedaliera San Paolo, da poco pervenuto in redazione

 

A seguito delle notizie di stampa comparse oggi su diversi organi di informazione in merito al signor Pasquale Libri, l’Amministrazione dell’Azienda Ospedaliera San Paolo conferma di non essere mai stata né di essere a tutt’oggi al corrente di presunti rapporti illeciti del signor Pasquale Libri, il quale aveva con l’A.O. San Paolo un rapporto di lavoro come Funzionario amministrativo e non, così come riportato su alcune testate, come Dirigente Aziendale.

Si informa altresì che quanto riportato dall’Agenzia Ansa in data 25 giugno, ore 19.56, Reggio Calabria “‘Ndrangheta: il boss Pasquale Libri non risponde al gip”, che vedeva coinvolto il boss Pasquale Libri, nulla ha a che vedere con l’evento accaduto presso l’Azienda Ospedaliera San Paolo. La coincidenza dei nominativi è da ritenersi un caso di omonimia.

Si conferma che le pratiche e le indagini relative all’evento avvenuto il 19 luglio u.s. sono nelle mani dell’Autorità Giudiziaria e degli Inquirenti.

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