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LETTERA/ Bertone: il vero crimine di Formigoni? "Curare" il debito italiano

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Roberto Formigoni (Imagoeconomica)  Roberto Formigoni (Imagoeconomica)

 

E mi domando, da ignorante quale sono, come mai questo tentativo (di sicuro imperfetto, ma migliorare con l’esperienza sul campo) sia maturato sotto i cieli di Lombardia, durante il regime di questa destra retriva ed ignorante, confessionale e clientelare, e non sotto gli spazi liberi garantiti da altre amministrazioni.

 

Per carità, la critica in democrazia è sempre legittima. Meglio se ben documentata: la Lombardia è senz’altro un benchmark d’eccellenza in quanto a Sanità. E non solo in Italia. Sul piano amministrativo, la Sanità chiude in attivo a fronte di sistemi, vedi Lazio o Campania piuttosto che Sicilia, che hanno richiesto leggi speciali per evitare il dissesto della già disastrata finanzia pubblica.

 

Negli ultimi dieci anni sono stati aperti sette ospedali che su dieci pazienti, ne assistono sei in arrivo da altre regioni: un buon esempio di sussidiarietà e un ottimo aiuto alla bilancia dei pagamenti del Bel Paese visto che, in assenza dell’offerta lombarda, i malati del Sud finirebbero (come già succede) in Francia ma non di certo nelle regioni del Centro Sud.

 

Per carità, non mancano le ragioni per contestare Roberto Formigoni che, a detta di Giulio Tremonti, ha ormai “la testa nei grattacieli”. O che partecipa, a pieno titolo, alla triste pochade dell’Expo. Ma associare la pressione della malavita organizzata al sistema Lombardia è davvero bizzarro. La ‘ndrangheta, c’insegna un magistrato come Nicola Gratteri, adotta una doppia strategia: da una parte è attenta a mantenere in regime di sudditanza e miseria il suo territorio di riferimento; dall’altra insegue, con cinismo ed efficienza il guadagno nelle aree a maggior tasso di potenziale profitto.

 

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