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Cronaca

LA STORIA/ Quell’incontro con Mino D’Amato e il nostro folle progetto in Romania

Mino D'Amato (Foto Imagoeconomica)Mino D'Amato (Foto Imagoeconomica)

Una grande tensione: rinunciare o esserci, indecisione fino all’ultimo. Il pomeriggio precedente l’appuntamento mi dice: “Vieni a Malpensa alle  otto, andiamo, faccio una comparsa e fuggo…”. Mentre eravamo nella strada di ritorno all’aeroporto, chiede a me e ad Emanuele - un amico che allora mi aiutava stabilmente sulla Romania - di fermarci un attimo. Scende e ritorna con il pane appena sfornato: “Dividiamolo assieme da buoni fratelli”. Poi, via all’aeroporto, per non venire meno ai doveri di padre.

 

Fatti di questo genere si susseguono e il rapporto, pur nel grande lavoro, aumentava; e lui rispondeva, sorpreso di fronte a una novità di amicizia inaspettata. Due volte assieme a “Domenica In” da Mara Venier, poi dalla moglie di Galliani su Rete 4 e finalmente alla sua trasmissione “Sognando sognando” di cui conservo ancora il ricordo. Per parlare della Romania “sforò” pesantemente e questo creò in Rai un grande parapiglia. Il giorno dopo (forse non solo per questo) la trasmissione fu cancellata.

 

Mi chiama Mino e mi dice: “Vieni a Roma, ho bisogno di avere un amico vicino”. Un incontro fatto di poche parole, come sempre sobrio, fatto di condivisione e di profondità. Sicuramente mai banale. Si capiva che era un uomo di fede, vissuta in modo molto originale, ma con grande profondità: in ogni cosa veramente una grande profondità.

 

Ricordo una domenica in piazza San Pietro dal Papa. Lo chiamo e gli dico: “Mino, sono in piazza San Pietro”. Mi risponde: “Ti raggiungo con Andrea (la bimba adottata al Victor Babes di Bucarest)”. Siamo stati assieme tutto il tempo ed era chiaro che lui viveva con grande intensità anche quel momento e quella paternità.

 

Una capacità comunicativa non comune e una grande genialità nel pensare alle cose. Trovati buona parte dei fondi e perfezionato il progetto, non riuscivamo a partire con la costruzione perché il Ministro della Sanità romeno non sottoscriveva l’accordo.

 

Scoprimmo che il presidente Iliescu sarebbe venuto a Roma in visita ufficiale. Mino organizzò un’intervista, si pagarono i cameramen e - con un blitz degno di un grande esperto - assieme anche al direttore di Avsi, finita l’intervista, che era stata tenuta strategicamente per ultima convincendo gli agenti della sicurezza italiana e romena, comunicammo al presidente della Romania il nostro progetto.

 

Lui parlava, io mostravo le foto e i progetti assieme al dott. Piatti. Il presidente si accorse che non c’era alternativa e ci fissò cordialmente un appuntamento dopo tre giorni a Bucarest per la sottoscrizione dell’accordo per lavori a titolo gratuito da donare al Ministero della Sanità.

 

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