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ADDITIVI/ Dall'hamburger allo yogurt: la hit parade degli alimenti "modificati"

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Attenzione poi mamme agli omogeneizzati. Spesso infatti sono molto ricchi di sale, arrivando a contenerne 0,75 grammi per vasetto. Una quantità molto vicina a quella di 1 grammo, che costituisce il limite massimo consentito per i bambini al di sotto di un anno.

 

L'elenco va avanti e arriva a un punto molto delicato: quello riguardante gli alimenti per lo svezzamento dei bambini. Secondo una ricerca condotta da Il Salvagente nel 2008, infatti, solamente 6 tra i 20 maggiori produttori di questi alimenti usavano aromi naturali. Negli altri casi si utilizzavano aromatizzanti artificiali, in particolare alla vaniglia. Pare che questa scelta non sia causale, dato che che fa sì che i bambini, anche da grandi, continuino a preferire il gusto vaniglia (per esempio di molte merendine). Una ricerca sui succhi di frutta dimostra invece che questi sono talmente ricchi di zuccheri e dolcificanti, che i bambini arrivano a preferirli alla frutta stessa.

 

Nella classifica non possono ovviamente mancare i cibi da fastfood, rei di possedere abnormi quantità di sale. Per esempio, un cheesburger può conternerne addirittura 6 grammi, mentre una pizza arriva normalmente a 3. In fondo alla classifica vi sono le bevande senza zucchero o light. Queste in realtà non sarebbero grandi alleate per una perfetta linea fisica. Pare infatti che siano molto dolci, pur essendo prive di zuccheri. Ma il nostro organismo, se stimolato con alimenti dolci, si prepara sempre all'assunzione di zuccheri e calorie. Non ricevendoli dalla bevanda in questione, nel nostro organismo “cresce la voglia di dolce” che può spingerci quindi o a un consumo eccessivo di bevande dolci (anche se non zuccherate) o alla ricerca di altri alimenti dolci sotto la nostra portata.

 

Il consiglio è quindi quello di cercare di consumare sempre cibi e bevande il più possibili naturali, imparando magari a mantenere il controllo e ad accorgersi presto quando si avverte la sensazione di non riuscire a fare a meno di un determinato alimento. Questo potrebbe essere un campanello d'allarme da non sottovalutare.

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