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GIORNALI/ 3. Giannini (Repubblica): via il bavaglio, le intercettazioni fanno bene

Massimo Giannini (Imagoeconomica) Massimo Giannini (Imagoeconomica)

 

Il problema della maggior tutela della privacy si può risolvere in maniera molto semplice: rafforzando l’udienza stralcio, cioè quando, ad un certo punto delle indagini preliminari, accusa e difesa si mettono d’accordo di fronte al gip su quale materiale probatorio - in questo caso le intercettazioni telefoniche - sia necessario mantenere e conservare perché utile all’inchiesta in corso, e quale invece debba essere considerato inutile e andare non tanto secretato ma distrutto.

 

Invece, se passa la legge?

 

Con il divieto assoluto di pubblicare tutte le intercettazioni, non soltanto quelle rilevanti ai fini dell’inchiesta ma anche quelle non rilevanti e con la sola possibilità di riassumere i contenuti dell’indagine, non si tutela la privacy ma si fa calare una coltre di nebbia sul quello che riguarda il potere. Pochi giorni fa anche il presidente dell’Autorità garante della privacy ha parlato della necessità si di bilanciare il diritto alla riservatezza con il diritto alle investigazioni. Oggi questo bilanciamento non c’è.

 

Non crede che la politica stia correndo il rischio di essere eccessivamente condizionata dalla magistratura?

 

Se facciamo un bilancio di quello che è accaduto nella vicenda politico-giudiziaria di questi anni, ci accorgiamo che gli eccessi, quando e se ci sono stati, sono stati infinitamente inferiori ai benefici che certe indagini hanno portato nell’aprire uno spaccato sui vizi del potere politico in questo nostro paese. E non abbiamo assistito ad alcuna barbarie né ad alcuna gogna mediatica di chissà quanti leader politici accusati ingiustamente.

 

Non parliamo di Silvio Berlusconi. Le cito però Ottaviano Del Turco.

 

Ma le violazioni al segreto istruttorio o alla tutela della privacy perpetrate in questi anni si contano sulle dita di una mano. Lei ha citato il caso Del Turco, al quale se ne può aggiungere un altro che riguarda il partito avversario di quello del presidente del Consiglio. Quando uno dei leader dei Ds, Piero Fassino, disse a Consorte, a proposito della scalata di Unipol alla Bnl, «abbiamo una banca»? quella fu una palese violazione, perché furono pubblicate intercettazioni che non erano neanche negli atti giudiziari ma soltanto nella disponibilità della Guardia di finanza che le aveva fatte. Penso che la legge in vigore per la difesa del segreto istruttorio sia sufficiente, anche se potrebbe essere aggiornata.

 

È giusto punire gli editori e non chi fornisce le intercettazioni ai giornalisti?

 

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COMMENTI
12/07/2010 - W il benaltrismo di Sansonetti ! (Roberto Bera)

Perchè è veramente "ben altro" quello che mi interessa! Es. lo spostamento in avanti delle pensioni (alla generazione che ha pagato di più nella storia e nel mondo in fatto di contributi previdenziali) senza cambiare mentalità delle aziende nei confronti degli "over50" che conseguenze ha? Perchè i giornali non ne parlano? Ritengo che la battaglia contro la legge bavaglio e il quasi-silenzio sul "benaltro" sia sintomo che ormai la lotta sia tra "fazioni" che solo nominalmente si richiamano a "destra" "sinistra" (soprattutto la sinistra è solo simbolica!). Il "popolo" è visto solo come "clientes" e non come legittimo portatore di interessi da interpretare e realizzare in ottica non corporativa, ma per il bene comune. Congratulazioni a Sansonetti.

 
09/07/2010 - a chi? (CARLO ANTONIO CROCICCHIA)

Trovo aberrante che si discuta ancora se le intercettazioni debbano essere o no pubblicate. In primis è secondo me però aberrante che in questo ci sia una così forte "sorveglianza" dei cittadini. Sarò esagerato, ma mi pare di poter dire che il rischio che tutti possano essere ascoltati, nelle loro faccende (lecite) più private, sia atroce in un Paese civile. Così come, seppur conosco la curiosità morbosa di molti italiani, che la stampa debba ricevere (perchè poi dai tribunali escano impunemente non l'ho ancora capito)e pubblicare le intercettazioni non mi è chiaro. In definitiva ritengo utile che restino le intercettazioni a carico di coloro su cui si indaga per reati gravi. Ma mi pare indecente che si facciano intercettazioni a tappeto, alla ricerca di qualcuno che incidentalmente possa essere "beccato". E giornalisti, come le forze di polizia, dovrebbero rimettersi a fare il loro mestiere di indagine, invece di stare tutti fuori dalle cancellerie (i primi)e con la cuffia in testa (i secondi)!