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LA STORIA/ Il camionista innamorato salva la squillo. Ma non è l'unico caso...

Una prostituta romena e un camionista di Bologna: una storia d’amore impossibile, con un lieto fine. La ragazza libera e il protettore in carcere. Eppure, non è l’unica. Ne abbiamo parlato anche con la Comunità Giovanni XXII, che da 20 anni salva le squillo dalla strada.

prostitutaR375.jpg (Foto)

Un lieto fine tutt’altro che annunciato. Una storia - come troppe - di degrado umano e umiliazioni dalla quale, alla vittime, sembra in genere impossibile uscirne; questa volta dall’esito inaspettato. Siamo nel mondo della prostituzione. Il mestiere più antico del mondo, la chiamano. Sarebbe meglio dire la schiavitù più antica. Salvo chi la assume, in libertà, come scelta di vita. Di norma, non è mai così. Non di certo nel nostro caso. Parliamo di una donna romena costretta a vendersi, nel nostro Paese, da un connazionale. Botte, minacce, ritorsioni. Ecco il metodo con i quali i protettori tengono in strada le “loro” donne. Spesso ragazzine che ancora non hanno raggiunto la maggiore età.

 

La stessa sorte era capitata alla lucciola romena, obbligata a prostituirsi, a Bologna, sotto pressanti intimidazioni. Arriva in Italia nel 2005. Probabilmente grazie a ingannevoli promesse di una vita normale. A tante succede così. Giunta a destinazione, deve riporre i suoi sogni nel cassetto, diventare una donna di strada, sotto le grinfie del suo aguzzino. Poi, si innamora di un cliente, che la ricambia. E la salva.

 

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