BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

COSSIGA/ L'ultima "grande confessione" di un amico

Pubblicazione:mercoledì 18 agosto 2010

cossiga_ppiano2R375.jpg (Foto)



Allargò e ribadì il concetto in un'altra mia intervista per L'Europeo. Lo ricordo in una stanza dell'Hotel Palace di Milano, mentre si cambiava con nonchalence i pantaloni. Io gli "sparai" una domanda a bruciapelo: «Perché hanno fatto fuori Craxi?». E lui freddo, riflessivo e allusivo, rispose: «È stato troppo leale con la Dc».

Cossiga era sempre da interpretare. Era a conoscenza di alcuni segreti, ma ci giocava anche con segreti e misteri, che forse non erano tali. La sua passione per spie e strumenti elettronici di spionaggio era conosciutissima. Quando era Presidente della Repubblica invitò a cena persino lo scrittore inglese John Le Carrè, ex agente dell'M16, al Quirinale.

Ma non era questa la vera dimensione di Francesco Cossiga. Era innanzitutto un "cattolico liberale" e un grande uomo politico, che ha partecipato da protagonista a cinquant'anni di storia italiana. Esordio giovanile da sottosegretario alla Difesa, ma poi ecco la terribile esperienza da ministro dell'Interno nel 1978, durante la tragedia nazionale del "caso Moro".

In quel periodo Cossiga era un moroteo, un uomo della sinistra democristiana, ben visto dal Pci dell'epoca, anche se duramente attaccato dalla sinistra extraparlamentare con le scritte  "Kossiga", con la kappa e le esse che ricordavano la sigla delle "SS" naziste. Per Cossiga, il "caso Moro" rappresentò una delle svolte decisiva della sua vita. Diceva. «Porto i capelli bianchi e i segni bianchi sulla pelle per quella vicenda».

In effetti Cossiga uscì frastornato e ammalato da quella dolorosa vicenda, che lo portò alle dimissioni dal governo. Probabilmente in quei terribili 55 giorni (tanto durò la prigionia di Moro) di incubo, conobbe la durezza del portavoce di suo cugino Enrico Berlinguer, il deputato comunista Ugo Pecchioli: «Se trattate, salta il governo di unità nazionale».




FRANCESCO COSSIGA - L'ULTIMA "GRANDE CONFESSIONE" DI UN AMICO - CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >