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MEETING/ 2. Vittadini: «Basta demiurghi e risse, lo statista non è un divo»

Valorizzare le esperienze positive e la cultura della diversità: è questo il senso del Meeting. Se la politica non ricostruirà il legame con la società secondo questo criterio, spiega GIORGIO VITTADINI, in questa intervista pubblicata su La Stampa di oggi, rimarrà un sterile esercizio del potere

Camera_R375.jpg (Foto)

«Basta demiurghi, tribuni della plebe e cooptazioni. La società italiana finora è riuscita a rigenerarsi indipendentemente dal potere. Ma quanto può reggere con una politica così distante, livida, ideologica?» Eppure Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, mantiene un grumo di ottimismo, perché Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore, come recita il titolo 2010 del Meeting di Rimini di cui è animatore.


Quasi a contraltare dell’anno scorso, l’attesa kermesse ciellina continua a interrogarsi sulla parole di Don Giussani, legando pensiero e attualità, cultura e religione, e più prosaicamente potenti e politici (ogni anno si scruta chi c’è per pesarne lo status nel borsino del potere) in un paese spappolato da un’estate velenosa. «In fondo il cuore, l’uomo è desiderio di cose grandi, accomuna tutti, credenti e non», spiega Vittadini. «E’ la più grande affermazione contro relativista che possediamo. Esiste un punto oggettivo per scorgere la verità indipendentemente da quale essa sia».


Intorno a questo filo si snoda l’edizione 2010. Ci sarà un primo filone di approfondimento, con Stefano Alberto e il Cardinal Scola che tratteranno della natura dell’io come propria di ciascuno, cattolico o no. Un secondo centrato sul dialogo ecumenico e la lettura della Bibbia di Joseph Weiler. Un terzo su testimonianze di vita vissuta: un Indiano di Vancouver, dei ragazzi ugandesi, una ricercatrice sul cancro. In sostanza cos’è il dialogo sulla verità nella ricerca avanzata o nell’Africa di oggi. Infine un quarto filone scientifico, con la mostra sulla matematica e quella sul bene nella scienza.

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COMMENTI
22/08/2010 - il rischio educativo (giorgio cordiero)

Tanto caro al "Gius", come tutti noi affettuosamente lo chiamavamo, come il 24 febbraio del 2005, inginocchiato nella neve in piazza del Duomo...c'ero anche io e mi sentivo uno con un mlione di persone e con Gesù Cristo. Vittadini riprende bene questo cammino, l'unico percorrbile e lo cala nel mondo di "mammona", cosa ardua e lodevole. L'educazione è alla base della vita delll'uomo, del suo desiderio di totalità e della sua richiesta di eternità, del suo tendere e del suo arrendersi davanti al Mistero, neppure lontanamente sfiorato. Grazie per l'incontro e grazie per il "centuplo" che vivo ogni giorno. La politica rissosa ed inconcludente, le leggi ad personam...ecc. Insomma oggi inizia il meeting "meno politica e più economia". Grazie amici.

 
21/08/2010 - Basta divi (Diego Perna)

Il mio non vuole essere un commento a quanto dice Vittadini, persona che apprezzo e stimo. Vorrei soltanto, ma forse nello spirito dell'articolo è sottinteso, evidenziare, per l'esperienza personale che vivo, perché guardare dal buco della serratura, si fa con più frequenza in questo momento. Non è solo una questione di strumenti di lotta politica che sono deleteri oltre che sporchi, ma una risposta presunta, di alcuni giornalisti, al disagio economico che tanti viviamo in Italia ( la crisi è mondiale, è vero, ma la gente guarda vicino a se), e così forse , si crede che trovando magagne e furfanterie, che sempre comunque ci sono state, si possa al più presto cambiare qualcosa, non licenziare precari, mettere in cassa integrazione, chiudere bottega ecc. I fenomeni economico e politico sono fortemente legati, oggi più di ieri, quando bene o male , pur conoscendo delle ruberie e privilegi, molti non ci facevano caso emolti tutt’oggi fanno così. E forse è ed era peggio. La strada indicata da Vittadini è l'unica realmente efficace, non ce ne sono altre, ma sono più i politici che i cittadini a doverlo capire, e sicuramente a questi è rivolto il messaggio, noi non abbiamo la forza necessaria per cambiare le cose, quanto meno subito, al più presto, perché tempo non ne rimane molto, la crisi è dura e prosegue. Andrò al Meeting a respirare realismo e un pò di ottimismo, non quello di cui ho sentito -sbraitare- tutto l'anno. Cordiali saluti